Svizzera, 28 aprile 2021

"Per l'UE libera circolazione significa che tutti possono venire in Svizzera"

Il principale ostacolo alla conclusione di un accordo tra l'Unione europea e la Svizzera è l'interpretazione divergente della libera circolazione delle persone, sostiene il consigliere federale per gli affari esteri Ignazio Cassis. "Il punto critico nelle controversie con l'UE è l'interpretazione divergente della libera circolazione delle persone. Per la Svizzera è essenzialmente la libera circolazione dei lavoratori e delle loro famiglie, per l'UE è la libera circolazione di tutti i cittadini dell'Unione europea", ha spiegato Cassis. "La seconda differenza fondamentale è l'interpretazione del diritto del lavoro", ha aggiunto il ministro.

Senza aggiustamenti da parte dell'Unione europea su questi due punti, non sarà possibile trovare una maggioranza su un accordo quadro, ha sottolineato il capo del DFAE, affermando che la Svizzera "ha fatto proposte concrete", senza
specificare quali siano. Anche il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha dichiarato che Berna ha fatto importanti compromessi, ma "il Consiglio federale ha sempre sostenuto che i tre punti controversi devono essere risolti" perché ci sia un terreno comune. Parmelin fa riferimento alla protezione dei salari, gli aiuti di stato e la direttiva sulla cittadinanza europea.

La commissione di politica estera del Consiglio nazionale, informata lunedì sul contenuto dell'incontro di venerdì tra Guy Parmelin e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ha votato a larga maggioranza a favore del proseguimento delle discussioni. La maggioranza della commissione è infatti convinta che un accordo sia possibile. Dobbiamo continuare a sperare, perché la posta in gioco è troppo alta per la Svizzera e la sua economia", ha detto Laurent Wehrli (PLR/VD), parlando a nome della commissione.

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