Svizzera, 10 febbraio 2021

Hanno ottenuto crediti Covid per una ditta in fallimento: condannati

Due uomini – un ceco e un croato – sono stati condannati in Vallese per truffa ai crediti Covid. Nel marzo scorso avevano chiesto e ottenuto un credito di 60'000 franchi per la loro ditta, nonostante la stessa fosse in fallimento.

La ditta - come si legge sul Blick - era stata iscritta a registro di commercio nel 2019 con l’obiettivo di occuparsi di isolamento di edifici. Già a inizio 2020 però si è trovata in grosse difficoltà finanziarie, tanto che il Tribunale distrettuale di Briga aveva invitato i due uomini ad aprire la procedura di fallimento entro fine febbraio.

I due uomini non avevano dato seguito né alla citazione né al successivo richiamo del tribunale, sebbene entrambi gli atti fossero stati notificati dalla polizia. Il tribunale ha quindi avvisato telefonicamente i due cotitolari dell’imminente fallimento della loro ditta.

Ciò non ha impedito loro di chiedere all’Ubs un credito di 60'000 franchi,
basandosi su un presunto fatturato dell’anno precedente di 600'000 franchi. La banca ha fatto come le è stato detto dalla Confederazione di fare. Ha versato i soldi senza fare domande. Così in aprile i due uomini hanno ricevuto i 60'000 franchi.

Intanto il Tribunale distrettuale di Briga portava avanti la procedura di fallimento, senza la minima collaborazione da parte dei due cotitolari della ditta, che non hanno mai risposto ad alcuna convocazione. L’8 maggio è stato infine dichiarato il fallimento.

Nel frattempo i 60'000 franchi erano già stati spesi. In particolare i due si erano autoassegnati tre stipendi mensili per 28'400 franchi a testa, nonostante non ci fossero arretrati salariali. Uno dei due aveva inoltre inviato dei soldi in Marocco.

Ora i due sono stati giudicati dalla giustizia vallesana e condannati a pene pecuniarie di rispettivamente 6300 e 15750 franchi, più una multa di 800 franchi e spese giudiziarie di 550 franchi a testa.

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