Svizzera, 14 settembre 2020

Una nuova legge sulla caccia attuale a tutela degli animali, della natura e dell’uomo

L’attuale legge sulla caccia è vetusta e non più attuale, infatti il testo risale al lontano 1986. L’anno della famosa “Mano de Dios” di Maradona, del grave incidente alla centrale nucleare di Cernobyl, dell’Italia che si connette per la prima volta nella storia a internet o della prima mucca vittima accertata del morbo della "mucca pazza"! Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti e la situazione in Svizzera e nel mondo è cambiata radicalmente. È quindi ovvio che una revisione di una Legge risalente a 34 anni fa, proposta dal Governo e approvata dal Parlamento, sia necessaria.

La nuova Legge è innovativa e ci riguarda tutti, senza distinzioni. Si prefigge di mantenere un certo equilibrio fra gli interessi in gioco per favorire una miglior convivenza fra la fauna selvatica e i diversi fruitori della natura, tenendo in considerazione i cambiamenti sempre più accentuati intervenuti negli ultimi decenni, come il ritorno dei grandi predatori. Le popolazioni di specie protette, in particolare lupi, linci, castori, aironi e cigni reali, sono aumentate in modo esponenziale, causando sempre più conflitti con l’allevamento, la selvicoltura, la caccia e la pesca. Queste specie non sono più in pericolo d’estinzione, anzi si stanno espandendo. In Svizzera, per esempio, vivono 10 branchi per un totale di oltre 100 lupi, fra i quali ci sono individui problematici che predano dai 300 ai 500 animali d’allevamento all’anno.

La nuova legge permetterà di limitare i danni causati dai grandi predatori, garantendo al contempo la loro protezione. Se invece dovesse essere respinta, la Svizzera si troverebbe di fronte gli stessi problemi incontrati dai paesi limitrofi dove si costata un incremento ormai ingestibile della popolazione di lupi. La situazione è talmente critica che la Francia, e recentemente anche la Spagna, hanno introdotto un decreto che mira a sopprimere ogni anno circa il 20% dei nuovi nati; la decisione spetta ai prefetti e viene presa per cercare di diminuire gli importanti e ormai insostenibili danni alle greggi. Nonostante ciò, il loro numero globale continua ad aumentare e, senza il contenimento, sarebbe di circa il 30% annuo.

In Svizzera, la nuova legge permetterà di trattare questo problema in maniera mirata, concedendo maggiori competenze ai governi cantonali. I Cantoni potranno così regolare in maniera autonoma esemplari appartenenti a specie protette, a determinate condizioni, anche prima che causino danni. Si potrà quindi intervenire in modo tempestivo, migliorando la protezione della natura e il benessere degli animali.
Non lasciamoci ingannare dalle apparenze e dalle informazioni fuorvianti. La protezione ad oltranza di una specie va sempre a discapito di altre specie o dell’ambiente, bisogna quindi intervenire con incisività per non mettere a repentaglio l’intera filiera produttiva. È falso affermare che le specie protette verranno messe in pericolo con la nuova legge.

Con le nuove normative si potrà proteggere lo spazio rurale tradizionale da danni continui e ripetuti, permettendo di salvaguardare tradizioni antiche quanto l’umanità, costituite da un profondo sapere agricolo, forestale e artigiano, rispettoso di quanto ci circonda. Inoltre, la nuova legge consente il mantenimento della tradizione venatoria secondo i principi della sostenibilità e di comportamenti responsabili ed etici. Da ultimo, le nuove regole di caccia contemplano pure l’istituzione di nuovi ecosistemi, per esempio riserve per uccelli migratori, zone di protezione e corridoi faunistici sovraregionali, che verranno sostenuti dalla Confederazione e rafforzeranno la biodiversità e la protezione del clima in maniera duratura.

Questa revisione è un saggio compromesso svizzero, niente di rivoluzionario. Cosa si vuole di più? Le conseguenze di un No in votazione sarebbero disastrose per il settore primario e non solo, per questo invito tutti a votare un FONDAMENTALE SÌ alla nuova Legge sulla caccia il prossimo 27 settembre!


Sem Genini, segretario agricolo cantonale

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