Ticino, 07 settembre 2020

Una legge che riguarda tutti

La legge sulla caccia non è fatta “per i cacciatori”, né quella sulla pesca “per i pescatori” (non più di quanto la legge scolastica sia fatta per gli scolari, o... per i docenti). Del resto, anche la legge sulla circolazione stradale non è fatta specificamente per gli automobilisti, né per altri utenti della strada. Per contro, ogni legge deve regolare le cose nell’interesse generale, contemperando le esigenze di tutti gli interessati. 

La legge sulla caccia, dunque, non può essere né unicamente a favore dei cacciatori (i quali, secondo molti, penserebbero solo ad uccidere il maggior numero possibile di prede), né solo a favore degli “animalisti”, o protezionisti ad oltranza, i quali - a dar loro retta - di predatori non vorrebbero lasciarne abbattere neppure uno. Lo scopo della regolamentazione è invece di mantenere un certo equilibrio, ritenuto che se una specie si sviluppa troppo, ciò è dannoso per gli animali stessi, favorendo la diffusione di individui deboli, portatori di malattie, con conseguente danno anche per gli altri. Il motivo per cui si è ora portati a parlare della legge sulla caccia, sta nel fatto che questa, dopo oltre quarant’anni, è stata modificata dalle Camere federali per tener conto della nuova realtà, modificata dal sempre più accentuato “ritorno” dei grandi predatori. Contro questa necessaria revisione si sono però scatenate le cerchie ambientaliste, promuovendo a tambur battente una raccolta di firme per sottoporla a referendum.

Ad esse poco interessa se i grandi predatori - lupi, linci, castori e altro - causano gravi danni agli allevatori e agli agricoltori. E neppure importano loro le misure a protezione dei selvatici contemplate nella nuova legge (i corridoi faunistici sovraregionali, la miglior regolazione delle specie che causano confitti, ecc.). Quel che interessa loro è solo e unicamente di far prevalere il proprio dogma del “njet” assoluto all’abbattimento di qualunque animale selvatico (se poi questi dilaniano decine, o magari centinaia, di animali d’allevamento, a loro importa meno
che niente!). La nuova legge sulla caccia, in votazione il prossimo 17 maggio, è insomma pensata per gli animali, per la natura e per l’uomo. Il Comitato nazionale che l’appoggia è copresieduto da quattro consiglieri nazionali provenienti da orizzonti politici diversi. È pure sostenuto da varie organizzazioni, tra cui l’Unione Svizzera dei Contadini, il SAB, “Acquanostra”,

l’”Associazione per la protezione della selvaggina e degli animali Una legge che riguarda tutti d’allevamento dai grandi carnivori”, ecc. Anche diversi partiti politici vi hanno dato la loro adesione. A livello cantonale vi è pure un apposito comitato, formato per iniziativa dell’Unione Contadini Ticinesi e dell’ATsenzaGP, al quale hanno aderito persone singole e varie associazioni, tra cui la STEA (Società ticinese di economia alpestre). Quest’ultima è giustamente preoccupata per la presenza sempre più numerosa e aggressiva ad esempio del lupo sugli alpi caricati con bestiame minuto (capre e pecore in particolare), e per il fatto che questi predatori iper-protetti manifestano sempre meno timore nei confronti delle persone, per cui non è da escludere che a lungo andare possano causare anche qualche vittima umana. Anche i “cani da protezione”, che le autorità vorrebbero diffondere ovunque (ufficialmente per proteggere le greggi) non sono i più raccomandabili da incontrare... Occorre pure sottolineare che la nuova legge ha trovato equilibri interessanti. Responsabilizza infatti maggiormente i cacciatori a comportamenti prudenti ed etici e cerca di conferire una maggiore sostenibilità all’attività di caccia.

Inoltre cerca di rafforzare la biodiversità con misure destinate a proteggere animali, vegetali e l’ambiente dai danni causati dalle specie che sono in espansione eccessiva. Il comitato raccomanda pertanto di seguire attentamente i dibattiti in materia e di respingere in maniera decisa il referendum votando un convinto sì alla legge in parola.

Franco Celio (membro del Comitato di sostegno alla Legge sulla caccia, in rappresentanza della STEA)

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