Ticino, 01 settembre 2020

Lugano, "ho dovuto cambiare casa per colpa di uno stalker"

*Articolo dal Mattino della Domenica

Paura, tensione ed ansia. Come in un film di Alfred Hitchcock. Una storia di appostamenti, sguardi, sms volgari e - non potevano mancare - anche di minacce fisiche. Il tutto è avvenuto a Lugano sul finire del 2019 e a raccontarci la triste e grave vicenda è una donna di mezza età, divorziata e single, che è stata costretta a cambiare casa per colpo di un “vicino”, che l’ha letteralmente “stalkerizzata”; e ciò malgrado le denunce fatte in polizia e ai reiterati appelli alla proprietà dell’edificio affinché mettesse fine a tutto ciò. Purtroppo però a far le valigie è stata la nostra interlocutrice, che dopo un periodo di riflessione ha deciso di raccontare al Mattino della Domenica la sua brutta esperienza.

“ Ora sto bene - afferma Renata C. – mi sono ripresa la mia vita. Ma le posso dire che prima ho vissuto in un vero e proprio inferno dal quale non sapevo come uscire. Ad un certo punto ho preso anche un avvocato, malgrado ciò non sono riuscita a far rispettare la mia privacy e la mia persona. Ho provato di tutto, anche a rivolgermi alle forze dell’ordine. Ma è stato invano…”. La brutta storia ha inizio verso la fine dello scorso anno.
 

Vivo a Lugano da quando sono nata. E nel palazzo in cui abitavo ci sono stata per quasi vent’anni. Mai un problema, andavo d’accordo con tutti e alla lunga si sono create anche delle solide amicizie. Poi, purtroppo, è arrivato questo individuo, che è subentrato all’inquilina che viveva al piano di sotto. Un signore distinto, all’apparenza un galantuomo. Molto gentile all’inizio. Dopo un po’ di tempo ho commesso l’errore di dargli il mio numero di cellulare. E a partire da quel momento la mia vita è diventata un incubo.
 

Si spieghi.
 

Ha cominciato a mandarmi messaggi a ogni ora del giorno e della notte. All’inizio ero pure lusingata. Poi però

le cose hanno preso una piega ben diversa da quello che immaginavo ed ha cominciato a suonare il campanello di casa ed entrarvi senza che io l’invitassi. Per educazione lo facevo accomodare e gli davo pure da bere. Accidenti! La mia ingenuità non mi permetteva di capire che quel tale voleva diventare il padrone della mia vita… E lei cos’ha fatto per evitare che la situazione precipitasse?
 

All’inizio ho provato a dialogare con lui. Poi però quando ho capito che era impossibile, ho contattato i padroni di casa. I quali mi hanno pregato di non chiamare la polizia e dilasciar fare a loro. Per una questione di immagine! Ho seguito il consiglio ma purtroppo non è cambiato nulla. Anzi. L’uomo, un signore di 60 anni, ha continuato a seguirmi sia di giorno che nelle poche volte in cui uscivo alla sera con un’amica. Faceva degli appostamenti ma io mi accorgevo della sua presenza…Ho anche bloccato il suo numero sul mio telefonino ma lui ha pensato bene di lasciarmi delle missive nella mia buca delle lettere nelle quali mi minacciava pure…
 

A quel punto è entrata in scena la polizia…
 

E non poteva essere diversamente. L’ho chiamata almeno un paio di volte ma senza esiti. Non c’era flagrante di reato mi dicevano. Hanno provato a parlare con il tipo ma lui ha sempre negato, anche quando ho mostrato agli agenti le sue lettere. Con una faccia tosta incredibile disse che non le aveva scritte lui… 

Ma la pazienza ha i suoi limiti…
 

Esatto. Visto che non succedeva nulla e visto che lui continuava ad importunarmi, ho deciso di dare la disdetta per i motivi ben noti. Di fronte a questa situazione, i proprietari hanno accettato la rottura del contratto anche senza subentrante. Non me la sono sentita di cercarne uno o una… Alla fine ho cambiato casa e città. L’incubo è finito. Anche se sto sempre in campana. Non si sa mai!

*Edizione del 30 agosto 2020


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