Ticino, 25 giugno 2020

"Ristorni: ennesima scandalosa capitolazione!"

Sconcertati ma non sorpresi. È questa la reazione della Lega dei Ticinesi all'annuncio, da parte del Consiglio di Stato, del versamento integrale dei ristorni dei frontalieri. Il movimento di Via Monte Boglia critica la decisione del governo perchè l'Italia "è inadempiente su tutti i fronti. A partire dal nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri, che i vicini a sud non hanno manifestamente alcuna intenzione di sottoscrivere."

Inadempienze che, secondo la Lega, non giustificano più il versamento dei ristorni ma anzi dimostrerebbero come quella del blocco è "l'unica arma a disposizione del Ticino" per fare leva sull'Italia. In quest'ottica la decisione del Consiglio di Stato di aver deciso di versare l’intero montante dei ristorni relativi al 2019 per risolvere la questione dell'accordo fiscale viene definita "assurda".

Di conseguenza "la Lega dei Ticinesi – conclude il comunicato - continua la propria battaglia per il blocco dei ristorni e per la disdetta dell’anacronistica Convenzione del 1974 su cui i ristorni si fondano, non esistendo evidentemente altro mezzo per indurre l’interlocutore italiano al rispetto degli impegni presi".

Di seguito il comunicato stampa integrale della Lega dei Ticinesi:


Ristorni: ennesima scandalosa capitolazione!

La Lega dei Ticinesi apprende con sconcerto, ma senza sorpresa visto l’andazzo, della decisione del Consiglio di Stato di versare all’Italia la totalità dei ristorni dei frontalieri, ormai lievitati a quasi 90 milioni di Fr.

Una somma che viene sconsideratamente versata malgrado l’Italia nei confronti del Ticino sia inadempiente su tutti i fronti. A partire dal nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri, che i vicini a sud non hanno manifestamente alcuna intenzione di sottoscrivere.

E’ evidente che l’unica arma a disposizione del Ticino per richiamare l’Italia ai proprio doveri, e lo si è già visto, è il blocco dei ristorni. Tuttavia il Consiglio di Stato rifiuta di utilizzarla, perpetrando all’infinito l’inaccettabile situazione di stallo.

Sostenere, come fa il governo cantonale nel proprio comunicato, di aver deciso di versare l’intero montante dei ristorni relativi al 2019 “per favorire una pronta risoluzione dell’annosa questione” è assurdo.

E’ manifesto che, senza un gesto di rottura da parte elvetica, l’Italia continuerà ad incassare i ristorni e a tenere nel limbo il nuovo (?) accordo fiscale, come pure gli altri dossier aperti. Si sentirà, anzi, legittimata a continuare con una presa in giro che dura ormai da 5 anni.

L’ennesima capitolazione del Consiglio di Stato davanti all’Italia - magari a seguito della recente, grottesca visita del ministro degli esteri Di Maio? - è sconcertante ed inaccettabile. Tanto più che i 90 milioni regalati al Belpaese oggi come non mai servirebbero al nostro territorio.

E’ inoltre incredibile che, dopo cinque anni di melina italica, il CF Cassis (PLR) non abbia ancora decretato il fallimento delle trattative sul nuovo accordo fiscale e la disdetta unilaterale della Convenzione del 1974.

La Lega dei Ticinesi continua la propria battaglia per il blocco dei ristorni e per la disdetta dell’anacronistica Convenzione del 1974 su cui i ristorni si fondano, non esistendo evidentemente altro mezzo per indurre l’interlocutore italiano al rispetto degli impegni presi.

Lega dei Ticinesi

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