La Lega dei Ticinesi prende atto con soddisfazione dei due NO espressi dal Popolo ticinese e dal Popolo Svizzero.
La Lega è soddisfatta della chiara bocciatura dell’iniziativa popolare “Per il futuro”, formalmente lanciata dalla Gioventù Socialista (GiSo) ma sostenuta dall’intero fronte rosso-verde.
Un’iniziativa che, come dimostrato anche dalla comunicazione dei suoi promotori, trasudava antagonismo sociale e avrebbe generato conseguenze pesantemente negative per il Paese. Solo in Ticino, oltre 8’000 posti di lavoro sarebbero stati messi in pericolo. Si trattava dunque dell’ennesimo attacco della sinistra ai lavoratori — apprendisti compresi.
A livello nazionale, la proposta avrebbe comportato una perdita di gettito fiscale prossima ai 4 miliardi di franchi all’anno, costi che, come sempre, sarebbero ricaduti sul ceto medio.
È evidente come, anche in questo caso, la cosiddetta “protezione del clima” fungesse da pretesto per introdurre un modello economico sempre più statalista, volto a “superare il capitalismo” e a colpire i contribuenti più produttivi. Secondo la visione ideologica della sinistra, chi crea lavoro, investe e sostiene con le proprie imposte i servizi pubblici diventa un bersaglio, mentre chi vive grazie alle risorse altrui viene presentato come la soluzione.
Era quindi fondamentale che l’iniziativa “Per il futuro” — che in realtà avrebbe compromesso il futuro del Paese — venisse respinta in modo netto. Un margine risicato avrebbe infatti incoraggiato i promotori, come già accaduto in passato, a riproporre il tema fino a ottenere il risultato desiderato. La sinistra, è noto, tende a rispettare il voto popolare solo quando coincide con le proprie posizioni.
La Lega dei Ticinesi accoglie con soddisfazione anche la bocciatura dell’iniziativa popolare “Servizio civico”.
Nonostante si presentasse con un insieme di slogan politicamente corretti — “lavoro per la collettività”, “parità di genere”, “sostegno all’ambiente” — la sua applicazione concreta avrebbe generato problemi all’esercito, ai cittadini e all’economia. L’iniziativa avrebbe inoltre comportato costi aggiuntivi superiori a 1,1 miliardi di franchi l’anno.
La Lega dei Ticinesi ribadisce l’urgenza di ricostruire la capacità di difesa della Svizzera, progressivamente indebolita nel corso degli anni. Il “Servizio civico” avrebbe invece sottratto ulteriori risorse all’esercito, aggravando una situazione già critica.
La volontà popolare è stata chiara
Il popolo svizzero e ticinese ha respinto due proposte ideologiche e controproducenti. La Lega dei Ticinesi continuerà a impegnarsi per la difesa dei posti di lavoro, del ceto medio e della sicurezza nazionale.
Lega dei Ticinesi





