Mondo, 28 aprile 2020

Per il New York Times l'UE ha annacquato le responsabilità della Cina nella diffusione del Coronavirus

La Cina ha messo in moto la propria macchina diplomatica per liberarsi dalle responsabilità del coronavirus. Lo sostiene il New York Times che in un articolo pubblicato il 24 aprile accusa Pechino di aver fatto pressione sulla Commissione europea per alleggerire le responsabilità della Cina, annacquando un rapporto sulla disinformazione legata al Covid-19 e alleggerendo di conseguenza le accuse contro la propaganda cinese.
 
La polemica è legata alla bozza del secondo rapporto sulla disinformazione firmato da EuVsDisinfo, l'unità della Commissione europea che dal 2015 setaccia la Rete a caccia di fake news. "La Cina - si leggeva - continua a condurre una campagna di disinformazione globale per sviare le accuse legate allo scoppio della pandemia e migliorare la sua immagine internazionale". Un testo provvisorio che però non ha visto il via libera dei governi europei, perlomeno stando al foglio americano 

Quest'ultimo porta come evidenza una email interna scritta dallo stesso capo dell'unità contro la disinformazione, il tedesco Lutz Gullner: "I cinesi stanno già minacciando reazioni".Quindi afferma che Esther Osorio, consigliere dell'Alto rappresentante Josep Borrell, avrebbe chiesto di rendere meno pesanti le accuse mosse nei confronti della Cina.

Rispetto alla prima versione alcuni passaggi
sono effettivamente stati modificati rispetto alla precedente bozza. È stata rimossa la frase sulla "campagna di disinformazione globale" condotta dalla Cina e i riferimenti al governo cinese vengono sostituiti con "fonti ufficiali cinesi". 
 
In ogni caso il rapporto sostiene che la propaganda cinese (insieme a quella russa) "potenzialmente può avere conseguenze su sicurezza pubblica, salute ed efficacia della comunicazione" nella gestione della crisi. Mosca e Pechino "mirano a danneggiare la fiducia nelle istituzioni e nei governi" dell'Ue.  

Ma se il rapporto rimane comunque accusatorio nei confronti di Pechino la sua diffusione nei media è stata curiosamente limitata. Una rapida ricerca nelle principali lingue europee (francese, tedesco, italiano e spagnolo) indica che pochissime fra le testate principali hanno riportato l'esistenza del rapporto dell'UE. Più attenzione, specie in Italia e in Francia, è stata riservata all'articolo del New York Times.

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