Svizzera, 13 febbraio 2020

La Svizzera finanzierà un centro per richiedenti l'asilo in Grecia

Il 10 e 11 febbraio, il segretario di Stato Mario Gattiker (nella foto) era in visita ufficiale in Grecia, accompagnato da Manuel Bessler, capo del Corpo svizzero di aiuti umanitari. La visita è stata incentrata intorno al tema della migrazione, una questione maggiore per la Grecia diventata primo paese di arrivo per i migranti che cercano di raggiungere l'Europa. Dalla sua recente elezione il primo ministro di centrodestra Kyriakos Mitsotakis ha inasprito notevolmente la politica migratoria rispetto al suo predecessore Alexis Tsipras (Syriza, a sinistra). Il nuovo governo conservatore intende, fra le altre cose, costruire un "muro galleggiante" per contrastare gli arrivi sulle isole greche del mar Egeo. Il governo greco ha inoltre deciso di trasformare i cosidetti "hotspot", i luoghi di registrazione e smistamento dei migranti installati sulle isole, in centri chiusi e in futuro intende anche rendere più restrittivo il diritto di asilo e aumentare i ritorni nei paesi di origine per i migranti considerati economici, che non possono ottenere lo status di rifugiato in Europa.

"La Svizzera è coinvolta perché è membro di Schengen - ha
dichiarato Mario Gattiker a margine della visita - se la Grecia ha un problema di migrazione, l'area Schengen ne subisce le conseguenze e anche la Svizzera ha un problema." Gattiker ha quindi spiegato l'intenzione, da parte della Svizzera, di" sviluppare aiuti umanitari, incoraggiare i rimpatri volontari nei paesi di origine e proteggere i richiedenti asilo vulnerabili"e ha annunciato che ll Segretariato di Stato per la migrazione (SEM) finanzierà un secondo centro di accoglienza per minori non accompagnati. Senza precisare altri dettagli quali i tempi di costruzione e il costo della struttura, o delle altre misure paventate durante la visita.

Attualmente in Grecia si stima siano oltre 110'000 i migranti presenti, migranti che spesso alloggiano in condizioni sanitarie pessime. Sulle isole, la popolazione locale si sente sempre più abbandonata di fronte alla ripresa del flusso migratorio. In risposta, il governo ha cominciato a trasferire migranti sul continente, ma la popolazione metropolitana non vede di buon occhio questi trasferimenti, con il risultato che nelle scorse settimane diverse manifestazioni di protesta sono scoppiate nel paese.

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