Sport, 09 dicembre 2019

Svizzera e Italia insieme a EURO 2020 e quel Mondiale 1962...

Rossocrociati e Azzurri tornarono entrambi a casa senza attenuanti

LUGANO – Svizzera e Italia tornano ad affrontarsi nella fase finale di una competizione internazionale. Non succedeva, pensate, dai Mondiali del Cile del 1962. Ben 57 anni fa. Altro mondo, altro calcio: la lunghissima trasferta andina (povera e fallita economicamente) fu oggetto di furiose polemiche: la FIFA ed alcune federazioni che ne contestarono la scelta. Alla fine, però, tutti dovettero abbassare la testa ed accettare il diktat di Sir Stanley Rous, presidente dell’entità internazionale.

Altro calcio si diceva: talento, tanta classe (c’erano Pelè, Garrincha e questi due nomi bastano per definire il momento storico), il calcio muscolare era ancora ripudiato… un Mondiale “cattivo” e che non verrà certamente ricordato fra i migliori. Arbitraggi scadenti e casalinghi, e atteggiamenti rodomonteschi da parte dei componenti della squadra cilena, che nel match contro l’Italia diedero sfogo a tutte le loro frustrazioni per le critiche che alcuni giornalisti di fede azzura fecero al Cile-Paese.

In quel contesto la Svizzera si trovò a mal partito: inserita nel girone degli “anfitrioni” e delle temibilissime Germania e Italia, non riuscì a conquistare nemmeno un punto. Nel match di consolazione contro la nazionale dell’allora Bel Paese, beccò poi un clamoroso 3-0. Ci saremmo rifatti tanti anni dopo nelle qualificazioni ai Mondiali del 1994, battendo la nazionale di Sacchi a Berna (gol storico e memorabile di Hottiger). Ma quella
è un’altra storia.

Una partita corretta. Dopo la brutta esperienza contro il Cile, la nazionale azzurra, ridotta negli effettivi per squalifiche e infortuni, è comunque travolta dalle polemiche per la prematura esclusione dai quarti di finale. I due commissari tecnici Mazza e Ferrari, una coppia di allenatori improbabili per la bisogna, avevano perso la testa nelle precedenti partite con scelte ferocemente criticate (appunto) dalla stampa. Contro la Svizzera tutto il mondo pallonaro italico chiedeva perciò una prova di carattere. E così fu. Già nei primi minuti l’Italia andò in rete con Bruno Mora. Ma poi i nostri reagirono e la sfida diventò piacevole e combattuta, come se si trattasse di una gara decisiva. E poi il derby è sempre un derby. I rossocrociati però si aprirono quasi inevitabilmente e Giacomo Bulgarelli, leader degli azzurri, li punì con una bella doppietta che chiuse la pendenza.

Fu quella, malgrado la sconfitta, la miglior esibizione della nostra Nazionale che se ne tornò a casa senza mettere un sol punto in cascina. Nella gara contro gli azzurri, il nostro CT Karl Rappan mandò in campo: Elsener, Tacchella, Schneiter, Grobety, Wütrich, Weber, Antenen, Vonlanthen, Dürr, Allemann, Eschmann. Quest’ultimo, il buon Norbert, diventerà in seguito apprezzato opinionista di alcuni quotidiani romandi.

ARNO LUPI 

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