Mondo, 14 novembre 2019

"La metà dei migranti malati scappa prima di terminare il trattamento sanitario iniziato", tra questi casi di tubercolosi e hiv

La metà dei migranti che giungono in Italia interrompono il trattamento sanitario iniziato scappando dalla struttura di cui erano ospiti. A riferirlo è il direttore sanitario del Cara (centro di accoglienza per richiedenti l'asilo) di Bari, Mariarosaria Ferrante, la quale ha spiegato, ai microfoni di Quarta Repubblica, quelle che sono le condizioni sanitarie degli immigrati che arrivano sulle coste italiani. Non tutti si sottopongono ai controlli medici e il 50% degli immigrati scappa dalle strutture interrompendo il trattamento sanitario iniziato.

Le malattie che destano maggiori preoccupazioni, e che sarebbero le maggiormente riscontrate fra i richiedenti l'asilo, sono la scabbia e la tubercolosi. Ma vengono riscontrati anche casi di HIV, "malattia molto diffusa in Africa". Un altro problema, di cui parla Ferrante,
è l'impossibilità di obbligare i migranti a sottoporsi agli esami medici, esami che molti di loro rifiutano ("pensano che dopo avergli prelevato il sangue lo rivendiamo").

Da notare inoltre, che i dati a disposizione dei singoli centri d'accoglienza italiani non vengono trasmessi alle autorità (italiane ma anche estere) o altre organismi che potrebbero averne bisogno e di conseguenza, nel caso in cui un migrante malato che si è già sottoposto a esami in un cara fosse fermato o si recasse in qualsiasi struttura non sarebbero disponibili dati su questa singola persona.

L'intervista a Mariosaria Ferrante, della durata di circa 4 minuti, è disponibile sul sito nicolaporro.it cliccando qui.

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