Mondo, 27 maggio 2019

Elezioni UE: Le Pen, Farage, Salvini e Orban con il vento in poppa. Avanzano nazionalisti e ecologisti, giù i centristi pro-UE

I tre giorni delle elezioni del Parlamento europeo si sono conclusi domenica e i risultati mostrano una crescita notevoli dei partiti di destra e euroscettici e delle formazioni ecologiste e un duro colpo per i partiti di centro pro-UE.

La crescita dei partiti della destra nazionalista prevista dai sondaggi si è quindi materializzata. In Francia, il partito Rassemblement national di Marine Le Pen ha ottenuto il 24% dei voti battendo il partito del presidente Emmanuel Macron che ha raggiunto il 22%.

In Ungheria, il partito di Viktor Orban ha ottenuto una solida vittoria, ricevendo il sostegno di circa il 52% degli elettori. I suoi concorrenti più stretti, la coalizione democratica di sinistra e il movimento centrista di Momentum hanno ottenuto 16 e quasi il 10 percento, rispettivamente.

Gli esponenti della destra austriaca sono apparentemente rimasti indenni dagli scandali politici che hanno causato il collasso della coalizione di governo. Il partito popolare di centro destra del cancelliere Sebastian Kurz ha ottenuto il suo risultato migliore nelle elezioni UE e ha guadagnato il 34,9% dei voti.

I socialdemocratici austriaci sono al secondo posto con il 23,4%, mentre il secondo partito della coalizione di governo ormai defunta, il Partito della Libertà (FPO), è al terzo posto con il 17,2%.

In Polonia, il partito nazionalista di legge e giustizia (PiS) al potere è arrivato primo con il 42,4% dei voti.

Il Partito socialista del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez si è assicurato una solida vittoria, ottenendo oltre il 32% dei voti. Il Partito popolare conservatore ha ottenuto il secondo posto con circa il 20%, mentre il partito di destra Vox ha ricevuto i suoi primi tre rappresentanti nel Parlamento dell'UE, con il sostegno di circa il 6,2%.

Il partito della Lega, guidato dal vice premier Matteo Salvini, ha vinto le elezioni europee in Italia, segnando il 34,4%. Il movimento 5 stelle, guidato da un altro vicepresidente, Luigi Di Maio, ha preso il 16,6% ed è stato superato dal Partito Democratico di centro-sinistra, che ha ricevuto circa il 22% dei voti.

Il risultato è un enorme rescita per la Lega, che 4 anni fa arriva appena al 6,2% nel 2014 e circa il 17% l'anno scorso, durante le elezioni generali italiane.

Nel Regno Unito vince il Brexit Party di Nigel Farage con il 31,6%, seguito dai Liberaldemocratici al 20,3% mentre i due partiti "tradizionali", i conservatori e il Labour, registrano un'emorragia di voti che li porta al 9,1% rispettivamente al 14,1%.

In Germania crollano i due partiti di governo con il CDU di Angela Merkel che raggiunge il 28,7%, sempre al primo posto ma con una perdita di 8 punti dall'ultimo scrutinio. Al secondo posto arrivano i Verdi con il 20.7%, superando i socialdemocratici del SPD che arrivano terzi con il 15,6%. Quarto il partito di destra AfD che registra una crescita di circa 3 punti percentuali per attestarsi al 10,8%.

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