TICINO - Il deputato leghista Andrea Sanvido, primo firmatario dell’iniziativa e vicecapogruppo Lega in Gran Consiglio, ha annunciato sui social che il Parlamento cantonale discuterà presto la sua proposta riguardo ai trattati con l'UE.
La Lega chiede che i trattati istituzionali con l’Unione Europea siano da ora in poi sottoposti a referendum obbligatorio (con doppia maggioranza di Popolo e Cantoni), soprattutto se potessero minacciare la sovranità nazionale. L’iniziativa cantonale punta alla modifica dell’articolo 140 della Costituzione federale, aggiungendo tra i casi di voto obbligatorio i trattati che prevedono la ripresa dinamica del diritto UE, meccanismi vincolanti di sorveglianza o arbitrato idonei a incidere sull’autonomia legislativa o giudiziaria della Confederazione e dei Cantoni.
«Questo accordo con l’UE indebolisce la nostra autonomia»: così recita il post di Sanvido. L’esperienza della bozza di Accordo quadro istituzionale 2.0 ha evidenziato elementi problematici come l’adozione automatica del diritto europeo e il ruolo della Corte di giustizia UE. Il Consiglio federale ha deciso (30 aprile 2025) di sottoporre il pacchetto solo a referendum facoltativo, scelta definita fragile e costituzionalmente discutibile perché ignora le implicazioni sull’ordinamento federale e cantonale.
La Commissione Costituzione e leggi del Gran Consiglio ha accolto a maggioranza l’iniziativa riconoscendo la necessità di colmare una lacuna degli articoli 140 e 141 e di rafforzare la democrazia diretta e il federalismo, soprattutto per i Cantoni di confine come il Ticino. L’iniziativa, presentata sarà trasmessa alle Camere federali se approvata dal plenum.





