Svizzera, 26 gennaio 2026

Giorgia Meloni vuole che l'Italia partecipi alle indagini su Crans-Montana

È una vera e propria ondata di indignazione quella che si è abbattuta sabato dall'Italia sulla Svizzera dopo che il Tribunale vallesano delle misure restrittive ha deciso venerdì di rilasciare il proprietario del bar “Constellation” Jacques Moretti. La rabbia espressa ha presto assunto una dimensione politica: l'Italia ha richiamato a Roma per consultazione il suo ambasciatore in Svizzera (vedi articoli correlati).

La presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni non solo si è detta "profondamente indignata" dalla decisione della Corte, ma ha anche chiesto che le autorità italiane possano partecipare all'inchiesta. "Chiedo che dopo quanto accaduto venga formata, senza indugi e senza nuovi ostacoli, una squadra investigativa comune, avvalendosi della competenza delle forze di polizia italiane", ha detto domenica Giorgia Meloni in un'intervista al quotidiano italiano Corriere della Sera.



Fin dall'inizio l'Italia ha offerto i suoi servizi alle autorità svizzere, ha continuato. "Mi rammarico che questa proposta non sia stata ancora accettata", ha aggiunto il capo del governo italiano. L'Italia ha aperto le proprie indagini dopo l'incendio e ha intenzione di intentare una causa civile se dovesse aver luogo un processo. Secondo un comunicato stampa diffuso venerdì dal pubblico ministero vallesano, finora si sono costituite parti civili quasi 130 parti civili e private.

Di fronte a questa rabbia, la Svizzera ha cercato di calmare gli animi. Un principio fondamentale del diritto penale svizzero è che l'accusato rimanga in libertà, ha dichiarato domenica l'ambasciatore svizzero a Roma Roberto Balzaretti in un'intervista a La Stampa. Non sono la polizia o il pubblico ministero a decidere sulla detenzione, ma i giudici. “È un principio della nostra democrazia e dello Stato di diritto che protegge tutti noi, e non lo cambierei”, ha osservato Balzaretti.

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