Mondo, 04 febbraio 2019

Al "Corriere di Como" la richiesta del casellario a stranieri e frontalieri non va giù, "inefficace e discriminatoria"

Il Dipartimento delle istituzioni ha presentato settimana scorsa il bilancio dell'introduzione del casellario giudiziale per i richiedenti di permessi di dimora e i frontalieri. Dalla sua introduzione nel 2015 sono 251 le richieste negate, in quanto presentate da persone ritenute "potenzialmente persone".

251 criminali potenzialmente pericolosi in meno sul territorio del canton Ticino e questo a costo praticamente zero. Eppure dall'altra parte del confine c'è chi ritiene 251 criminali in meno "un fallimento". Lo scriveva sabato il Corriere di Como in un articolo intitolato "Casellario giudiziale, il flop ticinese: su 95'000 richieste solo 251 dinieghi" si ritiene la misura fallimentare perchè, come dice il titolo, 251 rifiuti su 95'020 sarebbero pochi. Ma non solo la misura sarebbe ineffiace ma pure "discriminatoria", verso chi non è dato sapere visto che, per quanto
ne sappiamo, viene chiesto a tutti gli stranieri indipendentemente dalla nazionalità.

Altro punto interessante è che al "Corriere di Como" si crede che la richiesta del casellario avesse come obiettivo quello di far diminuire il numero di frontalieri, ma non ci ricordiamo che nessuno tantomeno, tantomeno il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, abbia affermato che l'obiettivo del casellario fosse quello di constrastare il frontalierato. Ma semplicemente quella di migliorare la sicurezza e evitare che il canton Ticino diventi terra di rifugio per criminali stranieri. Con il risultato che 251 persone con un passato criminale e ritenute potenzialmente pericolose oggi non si trovano sul territorio ticinese, senza contare quelli che hanno rinunciato a presentare la domanda sapendo o credendo che sarebbe stata rifiutata. Fossero questi i "fallimenti" della politica ticinesi...  

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