Svizzera, 27 gennaio 2019

La Confederazione finanzia degli spot per spingere i kossovari a tornare al loro paese

Degli spot per invitare i cittadini kossovari residenti in Svizzera a fare ritorno al loro paese. È il progetto lanciato all'inizio di quest'anno dal portale albinfo.ch, un sito destinato alla diaspora albanofona che vive in Svizzera, e che in alcuni video finanziati dalla Conferazione invita gli oltre 200'000 kossovari che vivono nel nostro paese a fare ritorno in Kosovo.

Per questi spot, disponibili sul canale youtube di albinfo (qui), la Conferedazione ha speso in tutto 158'000 franchi. Nei video si racconta la vita di alcuni cittadini kossovari che hanno deciso di fare ritorno al loro paese, e spiegano il motivo della loro decisione e le sfide che hanno dovuto affrontare una volta arrivati. Uno di questi kossovari è una madre di cinque figli, che dopo aver vissuto per diversi anni ha deciso di tornare in Kosovo. "È uguale in che paese vai, ovunque sarai solo un ospite. Solo nel tuo paese potrai sentirti a casa" spiega la donna.

In un altro video si racconta la vita di un giovane, Jetmir Halimi, che dopo essere cresciuto e aver studiato 27 anni in Svizzera ha deciso di tornare al suo paese per fare l'imprenditore. "Non mi piaceva l'idea che a 25 anni la mia vita fosse già decisa" – spiega
Halimi - Può sembrare un controsenso, ma la qualità di vita in Svizzera e la sicurezza di un futuro benestante mi hanno fatto capire che non ci sarebbero state sfide nella mia vita fossi rimasto là". Nonostante ammetta aver incontrato diverse difficoltà inattese all'inizio il giovane kossovaro è contento della sua scelta, la sua azienda si porta bene e ha pure assunto i suoi primi dipendenti.

Interrogato dal Blick sul progetto di Albinfo, il presidente del Kosovo Hashim Thaci trova l'idea molto positiva. "I kossovari partiti in Svizzera sono ben formati e hanno imparato molto, al loro ritorno in Kosovo creano spesso posti di lavoro. È un'energia dinamica e positiva di cui il paese ha bisogno". afferma Thaci.

Da parte sua la Segreteria per la Migrazione (SEM) sostiene che l'obiettivo del progetto non è quello di rimandare in Kosovo i cittadini kossovari presenti in Svizzera bensì è un modo per combattere l'immigrazione illegale proveniente da quel paese oltre che favorire lo sviluppo di uno dei paesi che rimane uno dei più poveri del continente europeo.

Per ora i video pubblicati sono cinque. Se avranno l'effetto desiderato di spingere i kossovari a tornare al loro paese, lo dirà il tempo.

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