Svizzera, 24 gennaio 2019

"Da due settimane mangiamo solo pasta", gennaio mese peggiore per chi vive in povertà

Pochi soldi nel portafogli, il conto in banca quasi vuoto: il mese di gennaio, per chi vive in una situazione di ristrettezze finanziarie, è uno dei mesi più difficili dell'anno.

Dopo il periodo delle festività natalizie e di fine anno, che per molti significa comprare regali, organizzare cene e viaggi da parenti e amici, l'inizio dell'anno inizia con una sfilza di fatture da pagare: assicurazione dell'auto, tasse di circolazione, abbonamenti annuali, canone radiotelevisivo (da quest'anno), giusto per citare qualche esempio.

Per molti, per far fronte a queste spese straordinarie di fine e inizio anno, c'è la tredicesima. Ma vi sono anche tantissime persone, che la tredicesima non la ricevono: studenti, apprendisti, persone in assistenza e anche tanti lavoratori, specie nel privato, a cui questa remunerazione non viene riconosciuta. E poi ci sono quelli che la tredicesima la ricevono, ma non è sufficiente a far fronte a tutte le spese.

Il portale "20 minuten" ha raccolto le testimonianze di diverse persone residenti in Svizzera interna, la cui già difficile situazione finanziaria raggiunge il punto peggiore durante questo periodo dell'anno. Studenti, apprendisti, persone in assistenza e i cosidetti "working poor", persone che nonostante abbiano un lavoro fanno comunque fatica a mantere sé stessi e la propria famiglia.

In tedesco lo chiamano "Januarloch", il "buco di gennaio", la spesa sostenuta tra la fine di dicembre e le prime settimane di gennaio. E per molti questa spesa è un incubo che peggiora una situazione finaziaria già precaria.

Una di queste persone è Anita (nome di fantasia) una madre single di 29 anni in assistenza. "Da due settimane mangiamo solo pasta e salsa" racconta la donna. Anita non è da molto in assistenza, e si deve ancora abituare alla nuova situazione. Lei e i suoi due figli devono
vivere con 1'800 franchi al mese. "Il mese di gennaio è stato particolarmente brutto. Ho dovuto pagare una fattura medica molto alta e il canone radiotelevisivo per l'intero anno. Inoltre, mia figlia aveva bisogno di un letto nuovo" continua Anita. "È un circolo vizioso. Finché non trovo un lavoro, non vedo alcuna luce alla fine del tunnel. Mi vergogno tanto di non poter offrire quasi nulla ai miei figli".

Un altro caso descritto è quello di Franziska, studentessa 19enne. Al momento Franziska ha solo 16,22 franchi nel conto. I 1'400 franchi mensili che riceve di solito le bastano, ma questa volta dovrà fare più fatica del solito. Le spese sostenute per i regali di Natale e un viaggio in Germania durante le festività natalizie adesso si fanno sentire. Inoltre, gli altri mesi dell'anno la ragazza trova il tempo per arrotondare con qualche lavoretto, ma in questo periodo non le è possibile perché deve studiare per gli esami semestrali. Ma il fatto di non avere tempo libero e dover rimanere a casa ha anche il suo lato positivo "perché non avendo né il tempo né i soldi per spendere i miei ultimi 16 franchi questa settimana in qualche modo la farò franca fino alla fine del mese".

Anche gli adolescenti non sono immuni dal "buco di gennaio", come nel caso di Manuel, apprendista informatico di 16 anni. "Sfortunatamente, per me il mese di gennaio mi ha prosciugato" racconta il giovane apprendista "nel portamonete mi rimangono solo 15 franchi. Ho dovuto spendere soprattutto per i regali di Natale, la festa di capodanno e diversi compleanni di amici, e così sono rimasto quasi senza soldi. Se hai uno stipendio da apprendista ci metti poco". Il 16enne ha però la fortuna di non abitare lontano dai genitori e in attesa del prossimo stipendio prevede di visitarli più spesso e "saccheggiare" il loro frigorifero.

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