Svizzera, 21 gennaio 2019

Presto asili nido in caserma e vestiti più femminili per spingere le donne a fare il militare?

Il servizio militare continua a essere una cosa quasi solo per uomini. Lo confermano gli ultimi dati relativi all'ultima scuola reclute: sui 11'200 militi che hanno cominciato il loro servizio, solo 120 sono donne. Numeri deludenti per i responsabili dell'esercito, i quali, nonostante un aumento degli effettivi femminili negli ultimi anni (vedere grafico sotto, fonte srf) mirano ad avere il 10% degli effettivi rappresentati del gentil sesso, cioè circa dieci volte più di adesso. Della questione se ne è discusso all'ultima edizione del programma "10vor10" della televisione pubblica svizzerotedesca, dove il comandante di corpo Daniel Baumgartner ha spiegato obiettivi e difficoltà nel recrutare donne nell'esercito.



Dato che il servizio militare, al contrario
degli uomini, non è obbligatorio ma solamente volontario per le donne l'unico modo per spingerle ad arruolarsi è quello di rendere il militare più attrattivo. Diverse le misure prese in considerazione, come l'apertura di asili nido in modo che sia più facile conciliare maternità e servizio militare. Un'altro aspetto è quello dell'abbigliamento, ritenuto ora troppo "maschile" e che dovrebbe essere differenziato da quello unisex ora in dotazione per entrambi i sessi.

Della questione si occupa anche la politica. La consigliera nazionale UDC Yvette Estermann ha presentato in dicembre una mozione in cui chiede di rendere obbligatorio il servizio di orientamento, in modo che anche le donne siano meglio informate su cosa consiste il servizio militare e l'esercito. Se poi vogliano arruolarsi, rimarrebbe una loro decisione.  

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