Sport, 08 gennaio 2019

Lì davanti corrono: Lugano, tra mille problemi, rischi di restare al palo

Le due sfide con i Lions, la prima si disputerà questa sera all’Hallenstadion, la seconda venerdì alla Cornèr Arena rischiano davvero di pesare in maniera incredibile sul futuro dei bianconeri. Specie in negativo…

LUGANO – Il tempo degli alibi è finito, quello delle scuse anche, perché da agosto a gennaio di cose ne sono cambiate molto poche. Partendo dalla testa, dall’attitudine, fino ad arrivare al gioco espresso sul ghiaccio dal Lugano 18/19. Un gioco diventato sempre più impalpabile, nonostante un powerplay che finalmente sta dando qualche risultato, che rischia di trascinare i bianconeri in quella fanghiglia chiamata playout (la possibilità si sta facendo sempre più concreta), che rappresenterebbe uno smacco enorme per la squadra, per l’allenatore, per la società e per i tifosi che, è inutile nasconderlo, stanno iniziando a perdere la pazienza.

Pazienza che ha forse perso anche Linus Klasen, l’unico straniero bianconero in grado di viaggiare con una media 1 punto a partita e che viene relegato regolarmente in tribuna dall’head coach. Nessuno vuole andare contro né all’allenatore né allo svedese (che spesso ci mette anche del suo), ma era chiaro fin dagli scorsi playoff che tra i due il rapporto era logoro, rasente allo zero… peccato che dai piani alti nessuno abbia mosso un dito, abbia alzato la voce, abbia preso una decisione secca, decisa, in un senso o nell’altro.

Il risultato di tutto ciò è che il Lugano stenta con e senza Klasen, che lo svedese mugugna quando resta fuori e quando gioca, visto che non viene neanche schierato – come successo nel derby di settimana scorsa – in occasione dei powerplay. Cose che manderebbero fuori dai gangheri anche gli addetti ai lavori .

I bianconeri,
nonostante tutto, sono chiamati alla reazione questa sera, dando prova di orgoglio, di qualità o di qualsiasi altra cosa ci sia nella loro testa in casa dei Lions nella prima sfida di un back-to-back che potrebbe risultare decisivo, specie in senso negativo. Se il Lugano non vuole vedere i playoff allontanarsi deve reagire, deve trovare un successo all’Hallenstadion, andando contro alla malasorte, al pessimismo e ai mugugni in generale.

La classifica parla chiaro: la linea dista 4 punti, il Friborgo ottavo ha disputato una partita in più, gli ZSC sono noni (assurdo anche il loro campionato) distanziati di 3 punti dai bianconeri. A voler essere sinceri anche il settimo, il sesto e il quinto posto non sono poi così distanti – verrebbe da chiedersi come sia livellato il nostro campionato se Lions e Lugano, nonostante le proprie difficoltà, sono ancora lì attaccati al gruppo – ma in questo momento non serve guardare troppo in avanti. Anche perché in caso di doppio KO sarebbero dolori…

Bisogna pensare al presente, a queste due partite con lo Zurigo, prima di affrontare le ultime 18 della regular season, in attesa che anche dalla dirigenza arrivi un segnale forte e chiaro: così dalle parti della Cornèr Arena non si può andare avanti, serve una presa di posizione, che metta tutti davanti alle proprie responsabilità, dirigenti stessi, giocatori e allenatore, per poi tirare le somme.

Ma queste non possiamo tirarle noi che non possiamo far altro che analizzare e raccontare ciò che avviene fuori e dentro il ghiaccio...

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