Svizzera, 06 dicembre 2018

Accordo quadro, domani il giorno della verità (mentre l'UE prova a fare la voce grossa)

Domani sarà il giorno della verità per l'accordo istituzionale tra Svizzera e Unione europea, anche denominato Accordo quadro. Il Consiglio federale si riunirà infatti per decidere se firmare l'accordo con Bruxelles o se rifiutare il trattato. Ma a parte sorprese dell'ultimo minuto, l'accordo non dovrebbe essere accettato. Fonti citate dal Blick riferiscono che in seno al governo svizzero solo Ignazio Cassis e Doris Leuthard sarebbero ancora favorevoli a sottoscrivere l'accordo.

Troppo alto il costo della sottoscrizione. Sempre il Blick, citando un'altra fonte anonima famigliare con il contenuto dell'Accordo, parla di un trattato "perfino peggiore di quello che si ritiene sia". Concretamente, si parla di una ripresa automatica delle leggi europee in materia di sicurezza sociale e immigrazione e della
Corte di giustizia europea quale ultima istanza di ricorso nel caso di controversie tra Unione europea e Svizzera. Si tratta per ora solo di voci di corridoio ma proprio poche ore fa l'agenzia Reuters ha pubblicato praticamente la stessa cosa, citando però a sua volta "diplomati UE". Difficile quindi che entrambe le testate si siano sbagliate.

Probabilmente anticipando il rifiuto svizzero Bruxelles sta tentando di aumentare la pressione all'ultimo minuto. Sempre Reuters infatti riferisce di un incontro tra diplomatici UE avvenuto ieri in cui si sarebbe deciso che nel caso in cui la Svizzera non firmi l'accordo Bruxelles non riconoscerà l'equivalenza borsistica alla borsa di Zurigo per un periodo indeterminato a partire dal 2019. Che sia sufficiente a far cambiare alla maggioranza del Consiglio federale? Domani lo sapremo.

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