Sport, 29 novembre 2018

Lo sfogo di un tifoso del River: “Ci avete ucciso il calcio, la Copa mettetevela nel c…”

Il post di Gabriel Hugo Lanza, che era presente al Monumental, è diventato virale: “Non andrò più allo stadio e non pagherò più la quota sociale”

BUENOS AIRES (Argentina) – Potrebbe disputarsi a Doha la partita di ritorno della finale di Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors, ma niente sarà più uguale per migliaia di tifosi sia dei Milionarios che degli Xenezies.

“Ci avete ucciso il calcio. Ci avete ucciso la voglia. Ci avete ucciso l’allegria e la speranza. Ci avete battuto, violenti”. Con queste parole, forti, un tifoso del River Plate, Gabriel Hugo Lanza, ha espresso tutta la sua delusione, la sua rabbia per quanto avvenuto sabato 24 novembre all’esterno del Monumental. Lui era lì, dentro lo stadio, con la sua famiglia pronto a vivere la partita del secolo, ma alla fine si è ritrovato a scrivere questo commento ricco di frustrazione su Facebook: un commento che ha avuto oltre 60'000 condivisioni e 9’000 commenti di supporto e di sdegno per quello che doveva essere il Superclassico storico e invece è diventata una vergogna planetaria.

Gabriel ne ha per tutti, parlando di “cronaca di una morte annunciata”, facendo riferimento all’assalto al pullman del Boca, attaccando anche il Governo: "Mi arrendo, sono esausto, non ce la faccio più. Questo Paese è una m... Questi politici sono una m... (con riferimento a Patricia Bullrich, ministro della Sicurezza
dell'Argentina e a Martín Ocampo, che aveva lo stesso ruolo per la città di Buenos Aires e si è dimesso). Il fanatismo è una m... Sono già stufo di essere stufo, già mi sono stancato ".

Lo stesso tifoso ha parlato di bagarinaggio – con biglietti rivenduti a 20mila dollari – di droga e armi che entrano allo stadio: “Oggi con tutto il dolore dell'anima e una gran pena nel cuore decido di rinunciare alla passione. Lo dico ai dirigenti sportivi, specie a quelli del River: Mi avete ucciso e un morto non va più allo stadio né paga una quota sociale. Non solo non andrò mai più a uno stadio in questo Paese di quarta categoria governato da inetti, corrotti e violenti, e novembre sarà stato l'ultimo mese in cui ho pagato una quota al River Plate".

Infine ecco il grido di rabbia: “Avete fatto piangere i miei figli e questo non si perdona. La Copa Libertadores mettetevela nel c...!".

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