Ticino, 26 novembre 2018

Frontalieri, subappalti e commesse pubbliche

Ahi ahi ahi! Gli uccellini cinguettano di una cartotecnica di dimensioni considerevoli che, malgrado riceva parecchi mandati dal Cantone, non solo si ritrova con poco più di una decina di dipendenti ticinesi su circa sessanta, mentre tutti gli altri sono frontalieri, ma continua con questo andazzo!
Secondo i nostri amici pennuti, la ditta in questione avrebbe assunto quattro frontalieri nel giro di poco tempo. Di recente avrebbe lasciato a casa un dipendente di “lungo corso”, ultracinquantenne, per sostituirlo… con l’ennesimo frontaliere! E dopo questa prodezza avrebbe ancora rincarato la dose licenziando due svizzeri.

Ma come: per le aziende che ricevono mandati pubblici non vale la preferenza indigena e “Prima i nostri”?
E’ evidente che lo Stato, che spende i soldi dei cittadini, deve favorire quelle ditte che dimostrano responsabilità sociale e che quindi fanno lavorare i ticinesi! Altro che innaffiare con danari pubblici società che lasciano a casa ticinesi per sostituirli con frontalieri!

E’ chiaro che il sistema di assegnazione delle commesse pubbliche va rivisto in modo da tener conto – e sul serio, non per finta! -  anche di questo determinante fattore!
Il che è particolarmente
necessario proprio in questo sfigatissimo Cantone, che la partitocrazia PLR-PPD-P$$ ha lasciato alla mercé dell’invasione da sud, spalancando le frontiere tramite devastante libera circolazione delle persone! E adesso il triciclo rifiuta di rimediare al disastro fatto?? Sveglia!!
E non c’è solo un problema di personale, ma anche di subappalti. I nostri amici pennuti cinguettano infatti che un lavoro affidato dal Cantone all’azienda in questione è stato da essa fatto eseguire in Fallitalia. E’ lecito questo? E se sì, al Cantone – ovvero al solito sfigato contribuente – è stato fatturato il prezzo italico oppure…?
Ma il Cantone controlla dove vengono fatti eseguire i lavori da lui commissionati? E cosa ne pensa della politica del personale di chi beneficia delle sue commesse pubbliche?

Interrogazione in arrivo!
Da notare che proprio nei giorni scorsi l’Associazione svizzera per la stampa e la comunicazione viscom ha lanciato un appello ai partiti politici in vista delle elezioni cantonali affinché facciano produrre i propri stampati in Ticino. Giusto, ma siamo sicuri che i lavori non vengano poi subappaltati Oltreramina?

MDD

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