Svizzera, 11 ottobre 2018

Patto ONU per la migrazione, quali conseguenze per la Svizzera?

Discusso e negoziato in sordina per anni dalle nazioni facenti parte dell'ONU, con Usa e Ungheria che da tempo si sono chiamati fuori, il Patto ONU per la migrazione ( (denominato ufficialmente Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration) è entrato di colpo nel dibattito pubblico di diversi paesi, tra cui la Svizzera, a pochi mesi dalla data in cui dovrebbe essere firmato, ossia a dicembre di quest'anno. I governi e gli ambienti pro-immigrazione si sono affrettati ad assicurare che il trattato non è vincolante giuridicamente, ma consiste semplicemente in una serie di raccomandazioni che i paesi firmatari sarebbero liberi di seguire o meno. Ma perchè funzionari dei governi di praticamente tutto il mondo dovrebbero spendere migliaia di ore per mettere a punto un trattato che nell'effetto pratico non cambia niente ? E se si trattasse solamente di "raccomandazioni", perchè sarebbe necessaria la firma, quindi l'approvazione, dei paesi che lo hanno negoziato ?

Sulla questione si è chinato il Consigliere nazionale UDC Thomas Matter (nella foto), convinto che il trattato ONU invece avrà conseguenze concrete per i paesi firmatari, e in particolare per la Svizzera, paese da decenni esposto al fenomeno migratorio. In un video pubblicato di recente su Youtube, Matter spiega quali sarebbero a suo dire le conseguenze per la Svizzera se adottasse tale trattato. Ne riportiamo di seguito un estratto :

Per anni, i diplomatici svizzeri hanno guidato le loro trattative. E ora il Consiglio federale vuole firmare il cosiddetto Patto sulla migrazione. Nel caso venga adottato, buona notte Svizzera! Tutti, da qualsiasi parte del mondo, avrebbero quindi il diritto di immigrare nel nostro paese, e ogni migrante potrebbe richiedere dallo Stato più o meno gli
stessi benefici dei nativi.

A dicembre dovrebbe essere firmato un nuovo patto delle Nazioni Unite sulla migrazione. Il suo scopo è - cito - una migrazione sicura, ordinata e regolare.
La migrazione diventa una specie di diritto umano, come ad esempio la legge sui rifugiati. Il mondo intero deve essere trasformato in una società globale di immigrati. La migrazione sarebbe un fenomeno fondamentalmente positivo e benvenuto, un guadagno per l'economia.
 
In questo documento, stiamo parlando di obblighi, e quindi di impegni, nei confronti dei migranti. Tutti i bambini migranti dovrebbero essere in grado di accedere alla formazione entro pochi mesi. I sentimenti negativi nei confronti della migrazione, così la xenofobia, dovrebbero essere condannati e puniti. Verranno introdotti meccanismi per controllare se i media e i portali di Internet trattano in modo equilibrato la migrazione. Altrimenti, verrebbero privati ​​di qualsiasi sostegno da parte dello stato. L'alloggio dovrebbe essere fornito ai migranti e la migrazione dovrebbe essere gestita in modo globale.

Ora si sostiene che tutte queste disposizioni non sarebbero vincolanti. Perché allora il nostro Dipartimento degli affari esteri scrive che il patto delle Nazioni Unite sulla migrazione sarà più di una dichiarazione di intenti? E aggiunge: "Oggi la visione della migrazione è innegabilmente positiva". Signore e signori, su quale pianeta vivono i nostri funzionari?

Il nostro ministro degli Esteri Ignazio Cassis ha riconosciuto che questo patto potrebbe tradursi in diritto internazionale, un diritto che i nostri organi giudiziari vorrebbero poter collocare al di sopra della nostra Costituzione. Di conseguenza, in opposizione alla nostra attuale legge sull'asilo e gli stranieri, avremmo il diritto all'immigrazione per tutti.

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