Sport, 03 ottobre 2018

Passi avanti da vero Lugano: le risposte arrivate nel derby

Il 6-2 ottenuto ieri alla Cornèr Arena contro l’Ambrì non ammette repliche: i bianconeri hanno avuto praticamente sempre in mano la partita, rischiando di scivolare solo dopo la rete di D’Agostini

LUGANO – Dopo l’incerta vittoria ottenuta venerdì contro il Losanna, il Lugano aveva bisogno di fornire diverse risposte al proprio head coach, ai propri tifosi e a se stesso. Certo, i 3 punti incamerati contro i vodesi erano stati importanti, ma avevano lasciato molti dubbi: quelli ottenuti ieri sera nel derby contro l’Ambrì, sempre sul ghiaccio casalingo, invece hanno mostrato tanti aspetti positivi delle truppa guidata da Ireland.

Non soltanto per quanto concerne le reti, ben 4 (le doppiette di Bertaggia e Morini) portano le firme di giocatori del vivaio, ma soprattutto per l’aspetto tattico e mentale. Evidentemente la premiazione di Reuille, alla 1000esima partita in LNA e uomo simbolo dello spogliatoio bianconero col suo entusiasmo e la sua voglia di non mollare mai, hanno caricato ancora di più una squadra che è entrata sul ghiaccio come una molla, non cedendo mai un centimetro, recuperando un’infinità di dischi, sfruttando gli errori dei propri avversari, entrando
così con facilità nel terzo leventinese, impedendo i loro tagli.

Lungo i 60’ della Cornèr Arena si è visto un Lugano capace di dominare, di convincere e non lasciare scampo ai propri rivali, spinto e sorretto da Cunti, Loeffel, Bertaggia e Merzlikins, che incassata la rete di D’Agostini ha rivisto i recenti fantasmi ripresentarsi tutti di un colpo. Ecco quando il numero 30 è stato determinante: un paio di suoi interventi hanno tolto le castagne dal fuoco, hanno ridato fiducia ai suoi, abili poi a sfruttare i nuovi errori di Bianchi e compagni per vendemmiare nuovamente dalle parti di Conz.

Il Lugano ha quindi fornito buone risposte, quelle che ci aspettava e che ci si attendeva, ma una cosa è risultata abbastanza chiara: questa squadra deve sentire la partita tra le proprie mani, non deve ridursi a essere messa con le spalle al muro – almeno in questo momento – perché altrimenti qualche scricchiolio e qualche dubbio iniziano a farsi sentire.

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