Sport, 12 agosto 2018

Lugano, così fa male! Ma non è tutto da buttare…

Il bicchiere, dopo il pareggio maturato contro il GC, lo si può vedere sia mezzo pieno che mezzo vuoto. I bianconeri hanno mostrato tante belle cose, peccato che quei due errori siano costati tantissimo

LUGANO – Minuto 95 della sfida tra Lugano e GC, pochi secondi al triplice fischio finale: i tigurini hanno a disposizione l’ultimo calcio d’angolo del match. Il pallone, messo in area in maniera pericolosa e infima, finisce sulla testa di Cvetkovic che fredda non solo Baumann, ma l’intero Cornaredo. Le Cavallette, così, ieri sera sono riuscite a rimontare un doppio svantaggio e chiudere sul 2-2 in casa del Lugano. Una doccia fredda per i bianconeri che, a essere onesti, avrebbero meritato di vincere la partita a mani basse.

Sì perché i ragazzi di Abascal hanno mostrato idee di gioco, movimenti interessanti, trame tali da mettere nell’angolo il GC. Ceesay ha dimostrato ancora una volta i progressi fatti, tanto da trasformarsi in un rapace d’area di rigore, sfruttando anche le sue doti di velocista: lanciato in contropiede diventa quasi intrattabile. Il centrocampo ha dato una gran mano, nonostante un Vecsei che a volte vive nel limbo del “vorrei e potrei ma non faccio” – l’ungherese ha fisico e qualità, ma a volte si perde via – e un Abedini che, oltre a soffrire le palle alte, in alcune circostanze perde palloni sanguinosi. Sabbatini, da capitano qual è, è in grado di prendere le redini in mano e di guidare una squadra che può sfruttare le corse e il carattere di un Masciangelo che sta confermando quanto di buono si diceva di lui nella vicina penisola.

L’attacco ha dato segni di risveglio: sia in fase offensiva che in quella di contenimento, col lavoro di Crnigoj e l’inventiva di Junior, i bianconeri hanno dato vita a un match interessante e intenso, finalizzando al meglio il gioco con i guizzi di Ceesay. E allora, vi chiederete, come ha fatto il Lugano a non portare a casa il risultato pieno?

La risposta è semplice: il calcio è strano, è imprevedibile, e due piccoli errori difensivi sono costati caro. L’assenza di Sulmoni e di un giocatore di esperienza ha fatto il resto. I cambi di Abascal, forse, hanno condizionato ancora di più il risultato, mettendo sotto pressione il reparto arretrato che nell’ultimo quarto d’ora si è fatto bucare due volte, con gol quasi in fotocopia, dalla fisicità dei tigurini; eppure il tecnico, anche a fine partita, ha mostrato doti tattiche importanti.

La lettura del match, ascoltando le sue parole, è stata anche logica e intelligente, vista la necessità di coprire le sfuriate delle Cavallette – che erano passate a tre in attacco – e le difficoltà palesate non solo dai centrali difensivi, ma anche da Abedini. Ovviamente il risultato gli dà torto e risulta facile dire che i suoi cambi siano stati sbagliati e abbiano portato al 2-2, ma dall’altro lato sarebbe anche sbagliato addebitare tutte le colpe sul giovane allenatore che sta provando a dare un gioco, un’idea e un carattere a una squadra che di gioco ne ha mostrato poco nell’ultimo anno…

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