Il Consiglio federale si schiera a favore di un tetto alle retribuzioni dei dirigenti delle casse malati. Nella seduta del 12 agosto ha approvato un parere sul progetto della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale, sostenendo l’obiettivo di limitare i compensi versati ai membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione per le attività legate all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
Oggi gli assicuratori che operano nell’ambito della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) dispongono infatti di un’ampia autonomia nella fissazione degli stipendi dei propri vertici. Una libertà che stride con la natura del sistema: l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) è imposta a tutte le persone domiciliate in Svizzera ed è finanziata attraverso premi che gli assicurati sono tenuti a pagare.
La proposta nasce dall’iniziativa parlamentare 21.453 «No a remunerazioni eccessive dei dirigenti delle casse malati sulle spalle degli assicurati», promossa dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N). Il progetto prevede che il Consiglio federale stabilisca una retribuzione massima per i membri degli organi dirigenti degli assicuratori LAMal.
Il Governo sostiene il principio, ma vuole un sistema più semplice di quello previsto dalla Commissione. Invece di fissare il tetto sulla base di più parametri, come numero di assicurati e costi medi per assicurato, propone di limitare i compensi all’importo percepito dai consiglieri federali. Secondo l’Esecutivo, questa soluzione eviterebbe un meccanismo amministrativamente pesante e terrebbe già conto anche dell’adeguamento al rincaro.
Il progetto riguarda soltanto le attività riconducibili alla LAMal. Resterebbero escluse le retribuzioni legate alla legge sul contratto d’assicurazione (LCA) e ad altre attività economiche private delle compagnie.
Il Consiglio federale sostiene anche un forte aumento della trasparenza. In futuro le casse malati dovrebbero pubblicare, per ogni membro della direzione e del consiglio di amministrazione, la retribuzione percepita, il grado di occupazione e il nominativo. Per un settore finanziato da premi obbligatori, l’Esecutivo considera comprensibile chiedere maggiore controllo sui compensi dei vertici.
Il Governo mette però le mani avanti su un punto: il tetto agli stipendi difficilmente farà diminuire in modo significativo i costi amministrativi o i premi dell’AOMS. La misura risponde soprattutto al crescente malcontento per retribuzioni elevate in un sistema nel quale gli assicurati non possono scegliere se pagare o meno.










