Opinioni, 22 settembre 2026

Basta con l’autolesionismo: il TranspaReg va congelato

Il prossimo 1° ottobre dovrebbe entrare in funzione il TranspaReg, il nuovo registro svizzero degli aventi economicamente diritto (ADE). Il suo obiettivo è identificare le persone fisiche che controllano realmente società, fondazioni e altre strutture giuridiche.

Il problema principale è la centralizzazione. Il registro “sulla trasparenza” riunirà infatti in un unico contenitore informazioni sensibili relative a centinaia di migliaia di entità. E un simile contenitore rappresenta inevitabilmente un bersaglio molto appetibile per la criminalità informatica.

Il precedente è già arrivato. A fine luglio il registro analogo del Liechtenstein è stato colpito da un attacco informatico: sono stati sottratti dati relativi ai titolari di circa 31'000 aziende, fondazioni e trust. Un campanello d’allarme che la Svizzera non può permettersi di ignorare.

Anche l’Associazione dei gestori patrimoniali ha messo in guardia il Dipartimento federale di giustizia: concentrare in un unico luogo i dati sensibili oltre 500mila entità significa creare un bersaglio estremamente attraente per i cybercriminali. E nell’epoca dell’intelligenza artificiale gli attacchi informatici possono essere sempre più mirati e automatizzati, 24 ore su 24.

La domanda è quindi semplice: perché correre questo rischio? Se il TranspaReg venisse hackerato, il danno alla reputazione della piazza finanziaria ed economica svizzera sarebbe devastante e, soprattutto, irreversibile. Molto più prudente sarebbe congelarne l’entrata in vigore e valutare soluzioni alternative, ad esempio una delocalizzazione dei dati.

Persino gli Stati Uniti, dopo il caso del Liechtenstein, hanno scelto di fare marcia indietro, svuotando i propri registri. La Svizzera invece sembra voler procedere a testa bassa verso il disastro.

Qui entra in gioco il Dipartimento di giustizia di Beat Jans. Che il PS voglia seguire alla lettera i diktat internazionali contro gli interessi della Svizzera, non è una novità. Più sorprendente è che questa linea riesca a imporsi in Consiglio federale.

I due ministri UDC e i due PLR dovrebbero essere in grado di formare una maggioranza contro un provvedimento che espone la Svizzera a rischi enormi senza portare alcun beneficio. Se ciò non avviene, è il caso di porsi qualche domanda.

La Svizzera non ha bisogno di farsi ulteriormente male da sola. Altro che 1° ottobre: l’entrata in vigore del TranspaReg va rinviata e il progetto ripensato.** **Non corriamo rischi inutili!

Lorenzo Quadri

Consigliere nazionale

Lega dei Ticinesi

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