Il Parlamento torna a discutere di cambiamento di sesso. Il motivo è dovuto a un episodio avvenuto quest'estate, quando una donna trans è entrata nell'area riservata alle donne nude presso la piscina Marzili di Berna. Poiché il suo aspetto rendeva difficile identificarla come donna e lei si è rifiutata di esibire un documento d'identità, è stata fermata. L'episodio ha riacceso il dibattito: quando si può dire che una persona è donna?
L'UDC ritiene che l'accaduto sia stato possibile solo perché, dal 2022, per cambiare sesso sul passaporto bastano una semplice dichiarazione e il pagamento di 75 franchi all'ufficio dello stato civile. Il partito chiede che tale semplificazione venga revocata; nei prossimi giorni, il gruppo parlamentare depositerà una mozione in tal senso al Consiglio nazionale.
La consigliera nazionale Nina Fehr Düsel (UDC/ZH) sostiene la proposta. A suo avviso, «le donne devono poter stare tranquille negli spazi protetti». Il suo obiettivo, afferma, è prevenire gli abusi, dato che, come recita la mozione, «diverse donne si sono sentite, a ragione, importunate».
Dall'introduzione della procedura semplificata, 3000 persone avrebbero modificato il proprio sesso, sostiene Nina Fehr Düsel. Oltre all'incidente al Marzili, la consigliera nazionale ritiene che «il problema si pone anche per il servizio militare, le competizioni sportive, gli spogliatoi, ecc.».
A sinistra invece non si condivide la necessità di un cambiamento. «In passato, modificare il sesso presso le autorità era un calvario per le persone interessate», ribatte la consigliera nazionale Tamara Funiciello (PS/BE). «Rendere più complessa la procedura non aiuta nessuno», aggiunge. Tutt'altro: «le persone trans hanno un tasso di suicidio sette volte superiore a quello delle persone non trans», ricorda. La semplificazione della procedura contribuirebbe a ridurre tale tasso. «Dunque, salva delle vite».
Nina Fehr Düsel respinge questa tesi: «La modifica del sesso nel registro dello stato civile era già possibile in precedenza, ma non semplicemente sulla base di una dichiarazione orale e al costo di 75 franchi». A suo avviso, un certo periodo di riflessione non sarebbe quindi superfluo, anche per le persone più giovani.
Funiciello sottolinea che la procedura semplificata per la modifica del sesso registrato è entrata in vigore solo di recente. «Vediamo prima come evolve realmente la situazione». L'esponente socialista ritiene inoltre che questa iniziativa distolga l'attenzione dal vero problema. «Statisticamente, il pericolo maggiore per le donne e le persone trans è rappresentato dall'uomo che si trova nella loro stessa casa». Secondo lei, con questo attacco alle persone trans, l'UDC vuole «alimentare un falso dibattito invece di affrontare i problemi reali».










