Fabrizio Sirica, co-presidente del Partito Socialista, è stato beccato a 104 km/h dove il limite era 50. 54 chilometri orari oltre il consentito: non una semplice distrazione, ma un reato da pirata della strada.
La sua giustificazione? «Pensavo fosse 80» e «c’era campagna». Come se il limite dipendesse dal paesaggio e come se, in campagna, non potessero esserci ciclisti, pedoni o bambini. Eppure nessuno alza la voce.
Nessuno ne chiede le dimissioni. Quando erano coinvolti esponenti leghisti, Sirica non esitava a impartire lezioni e a pretendere conseguenze politiche. Ora che a sbagliare è lui, tutto diventa improvvisamente relativo.
No. La sicurezza stradale e la responsabilità politica valgono sempre, non soltanto contro gli avversari. Fabrizio Sirica deve dimettersi. Non per vendetta, ma per coerenza e rispetto delle istituzioni. La legge non ha colore politico. E nemmeno la responsabilità.
Movimento Giovani Leghisti







