Secondo il Mattino della Domenica, la mancata lista unica Lega-UDC per il Consiglio di Stato è una cattiva notizia per l’area di destra. Il settimanale scrive di sostenere “l’alleanza Lega-Udc” e di essere “dispiaciuto che la lista unica per il Consiglio di Stato non sia andata in porto”.
Il punto, per il Mattino, non è solo elettorale ma politico. La destra, si legge, dovrebbe “rafforzarsi e non frammentarsi”. Invece il confronto si sarebbe perso tra “personalismi”, “veti individuali” e schermaglie interne. In particolare viene citato il veto sul nome di Claudio Zali, definito “non accettabile” e indicato come una delle cause che hanno ostacolato le discussioni.
Il settimanale osserva poi che “la porta della Lega, tuttavia, era ancora aperta, pur con difficoltà”, ma “a chiuderla è stata l’Udc”. Le conseguenze, secondo questa lettura, potrebbero essere pesanti: l’UDC ha possibilità di ottenere un seggio in Governo, mentre la Lega rischia di perderne uno. Uno scenario che renderebbe la campagna elettorale tutt’altro che semplice.
Ma la tesi centrale del Mattino è un’altra: “importano i contenuti”. Le differenze tra Lega e UDC esistono, soprattutto sui temi cantonali, ma il settimanale contesta la scelta di “esasperare ciò che divide” invece di puntare su ciò che unisce.
Per questo il Mattino annuncia che, per il Consiglio di Stato, sosterrà “i candidati in cui si riconosce”. Ovvero quelli in linea con i temi del settimanale: libertà, sicurezza, responsabilità, meno tasse, meno burocrazia, Stato più snello, “prima i nostri”, no all’UE, sì alla neutralità e difesa dell’identità svizzera e ticinese.
Alla fine, scrive il Mattino, agli elettori non interessano “le frecciatine o pistolettate tra ‘cugini’” né “i calcoli di ingegneria elettorale”. Interessano i problemi concreti del Ticino e i risultati. “Le alleanze non sono matrimoni”, ma strumenti per portare a casa obiettivi comuni.





