L’incidente avvenuto sabato 8 agosto sull’A2 a Mezzovico, con sette feriti e una persona in pericolo di vita, finisce ora sul tavolo del Consiglio di Stato. Il deputato leghista Stefano Quadri ha presentato un’interrogazione sui tempi necessari per riaprire l’autostrada in direzione nord, rimasta bloccata o fortemente limitata per oltre cinque ore.
Secondo l’atto parlamentare, dopo lo schianto avvenuto attorno alle 17.45 si sono formate colonne fino a 13 chilometri tra Bissone e il Dosso di Taverne. Numerosi automobilisti sarebbero rimasti fermi per tre o quattro ore, in piena estate e con temperature elevate. Famiglie con bambini, anziani e turisti si sono ritrovati intrappolati senza possibilità di lasciare l’autostrada.
Quadri precisa che nessuno mette in discussione la priorità dei soccorsi e dei rilievi. Ma proprio per il ruolo centrale dell’A2 nella mobilità ticinese, chiede se sia accettabile che un incidente possa paralizzare per ore una delle principali arterie del Paese.
L’interrogazione chiede al Governo di ricostruire la cronologia completa dell’intervento: orari dei soccorsi, conclusione dei rilievi, recupero dei veicoli e ripristino della carreggiata. Tra le domande c’è anche quella più delicata: una volta terminati i soccorsi, era davvero impossibile riaprire almeno una corsia?
Il gruppo leghista vuole inoltre sapere chi abbia deciso di mantenere la chiusura, quali siano le competenze di Polizia cantonale, USTRA, pompieri e servizi di soccorso e se esistano tempi-obiettivo per riaprire l’A2 dopo incidenti gravi. Chiesto anche un confronto con gli altri Cantoni per capire se in Ticino i tempi siano effettivamente più lunghi.
Un altro punto riguarda gli automobilisti bloccati. Quadri domanda quali misure siano previste per assistere chi resta fermo per ore, in particolare durante giornate molto calde, e perché non sia stato possibile organizzare prima l’uscita dei veicoli intrappolati o predisporre deviazioni più efficaci.
La richiesta finale è chiara: rivedere, insieme a USTRA e agli altri enti coinvolti, le procedure d’intervento affinché, una volta garantiti soccorsi, sicurezza e conservazione delle prove, l’autostrada possa essere riaperta almeno parzialmente nel minor tempo possibile. «Tenere migliaia di persone ferme per ore sull’autostrada non può diventare la normalità ogni volta che si verifica un incidente», conclude l’interrogazione.







