Svizzera, 30 aprile 2026

Disoccupazione ai frontalieri: Quadri chiede al CF di dire no a Bruxelles

Mozione in Consiglio nazionale: rischio costi fino a un miliardo e pressione sugli URC, nel mirino soprattutto il Ticino

La Svizzera non deve pagare la disoccupazione ai frontalieri. È questo il messaggio chiaro della mozione presentata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi), che chiede al Consiglio federale di prendere posizione preventiva nei confronti dell’Unione europea.
 

Secondo quanto riportato dall’“Aargauer Zeitung”, a Bruxelles sarebbe stato raggiunto un accordo interno per cambiare il sistema: non più lo Stato di residenza a versare le indennità (con partecipazione del Paese di lavoro), ma direttamente lo Stato in cui il frontaliere è impiegato.
 

Per la Svizzera si tratterebbe di un cambio pesante. Con circa 412 mila frontalieri, è il Paese europeo con il maggior numero di permessi G.
 


 

Le stime citate dalla SECO parlano chiaro: nel nuovo scenario, i costi per l’assicurazione contro la disoccupazione potrebbero oscillare tra alcune centinaia di milioni e un miliardo di franchi all’anno.
 

Non solo. Cantoni come il Ticino, già sotto pressione, dovrebbero rafforzare gli Uffici regionali di collocamento per gestire un possibile afflusso massiccio di frontalieri disoccupati. Oggi quasi nessuno si iscrive; con le nuove regole, la situazione cambierebbe radicalmente.
 

Il rischio è duplice: aumento dei costi pubblici e concorrenza diretta con i disoccupati residenti. Una dinamica che entra in collisione con la cosiddetta “preferenza indigena light”.
 

Quadri ricorda che il tema è sul tavolo da oltre dieci anni e che, in passato, il Consiglio federale ha sostenuto che eventuali modifiche richiederebbero il consenso della Svizzera tramite il Comitato misto previsto dagli accordi bilaterali.
 

Ma per il deputato leghista non basta. Il timore è che, come già accaduto in altri dossier, Berna finisca per adeguarsi alle decisioni dell’UE per non mettere a rischio la libera circolazione delle persone.
 

Da qui la richiesta: il Consiglio federale deve chiarire subito a Bruxelles che la Svizzera non intende cambiare sistema e non verserà indennità di disoccupazione ai frontalieri.
 

Fonte: Mozione Lorenzo Quadri, Consiglio nazionale

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