Sta circolando sui social una dichiarazione attribuita a Saliha Raïss, politica belga, che suona come una linea rossa: «Se questi tessuti da tenda vi disturbano tanto, se non volete più vederci, la Regione ha 19 comuni. Se a Molenbeek è invivibile, cambiate quartiere, andate altrove!». Una frase netta, che ribalta completamente il paradigma dell’integrazione, trasformandolo in un aut aut.
Il punto non è solo il contenuto, ma il messaggio politico sottostante. Invece di chiedere integrazione nella società ospitante, si afferma implicitamente che è la società stessa a doversi adattare. Un cambio di prospettiva che in diversi Paesi europei sta emergendo con sempre maggiore frequenza, alimentando tensioni e polarizzazione.
Il caso riapre una questione centrale anche per la Svizzera: fino a che punto si può spingere il concetto di multiculturalismo senza mettere in discussione valori, regole e identità del Paese? Domanda politica, prima ancora che ideologica.






