Ticino, 30 aprile 2026

Latte ticinese, Ferrari e Ay (Partito Comunista) incalzano il Governo sulla sovranità alimentare

Interrogazione di Lea Ferrari e Massimiliano Ay: dopo il voto popolare del 2021, il Cantone deve dire come intende salvare la filiera lattiero-casearia locale

Il 13 giugno 2021 il 62% dei ticinesi ha votato per inserire la sovranità alimentare tra gli obiettivi sociali della Costituzione cantonale. Oggi, però, la filiera del latte è sotto pressione: prezzi bassi, trasporti fuori Cantone, aziende agricole a rischio chiusura.
 

Con un’interrogazione presentata il 21 aprile 2026, Lea Ferrari e Massimiliano Ay chiedono al Consiglio di Stato risposte precise. Il nodo è concreto: quanto latte non ticinese viene lavorato in Ticino? Da dove arriva? E perché il latte ticinese deve essere trasportato verso Lucerna mentre altro latte entra da fuori Cantone?
 


 

Nel testo si punta il dito anche contro le conseguenze della chiusura della Lati e contro una gestione che avrebbe scaricato i problemi sulle aziende agricole. Il rischio indicato è netto: smantellare una filiera locale, perdere competenze secolari e rendere il Ticino più dipendente dalle importazioni.
 

Tra le domande al Governo: se il Cantone ritenga che in Ticino si produca troppo latte, se auspichi una “ristrutturazione naturale” tramite la chiusura delle aziende senza successione, e come intenda sostenere trasporto e lavorazione locale. Qui la sovranità alimentare non è uno slogan: o diventa politica concreta, o resta una riga nella Costituzione.
 

Fonte: Interrogazione “Sovranità alimentare e latte ticinese”, presentata da Lea Ferrari e Massimiliano Ay, 21 aprile 2026; immagine AI

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