Quando una casa guadagna valore, per i proprietari questa è solitamente una buona notizia. Per alcuni, tuttavia, un immobile più costoso può essere il primo passo verso la precarietà. A essere interessati sono soprattutto i proprietari anziani, perchè una rivalutazione del valore della propria casa può comportare la perdita del diritto alle prestazioni integrative. Nei casi più estremi, la vendita dell'immobile diventa inevitabile, con un maggiore rischio di difficoltà finanziarie.
Lo dimostra la situazione che diversi anziani del canton Argovia stanno attualmente affrontando, come riportato dall'"Aargauer Zeitung". Dall'autunno del 2025, il cantone sta trasmettendo le nuove valutazioni fiscali. Le persone interessate sono state informate anche dell'impatto sulle loro prestazioni integrative, spiega Linda Keller dell'SVA Aargau, il centro di competenza per la previdenza sociale, alla testata svizzerotedesca. Circa 270 casi hanno portato alla cessazione delle prestazioni integrative da aprile e 340 a una riduzione delle stesse. Circa 220 decisioni sono ancora in attesa di notifica. Secondo il direttore di Pro Senectute Aargau, Pirmin Kaufmann, più di 20 persone si sono già rivolte all'associazione dopo una riduzione delle proprie prestazioni. Si tratta spesso di beneficiari senza beni o con un patrimonio inferiore a 10'000 franchi, escluso il valore degli immobili di cui sono proprietari.
In queste situazioni, l'eliminazione delle prestazioni integrative può scatenare "un'enorme angoscia esistenziale", spiega Kaufmann. Chi ha liquidità limitata spesso non ha altra scelta, nel breve termine, che quella di richiedere l'assistenza sociale. Per molti, si tratta di un processo difficile. Se la banca si rifiuta di aumentare il mutuo, la vendita dell'immobile a volte diventa inevitabile. La rivalutazione degli immobili nell'ambito delle prestazioni integrative è stata oggetto di dibattito in diversi cantoni negli ultimi anni, ma finora nessuna misura concreta è stata decisa.






