Mozione al Consiglio federale per evitare che lo statuto S, definito “orientato al rimpatrio”, si trasformi dal marzo 2027 in un permesso B con costi sociali pieni a carico di Cantoni e Comuni. Secondo Lorenzo Quadri, da marzo 2027 lo statuto S per i profughi ucraini rischia di trasformarsi in un permesso B con costi sociali pieni scaricati su Cantone e Comuni. Per questo ha depositato una mozione al Consiglio federale chiedendo di modificare l’articolo 74 capoverso 2 della Legge sull’asilo.
La norma attuale prevede infatti che, se dopo cinque anni la protezione provvisoria non è stata revocata, le persone con statuto S ottengano un permesso di dimora valido fino alla fine della protezione. Tradotto: dopo marzo 2027, gli ucraini arrivati nel 2022 potrebbero passare automaticamente al permesso B.
Per Quadri si tratta di una contraddizione politica e giuridica. Il Consiglio federale ha sempre definito lo statuto S come “orientato al rimpatrio”: una formula che mal si concilia con un radicamento stabile a carico dell’assistenza pubblica. Con il permesso B, inoltre, gli aiuti sociali sarebbero equiparati a quelli dei residenti.
Il Ticino, sottolinea il consigliere nazionale della Lega, sarebbe tra i Cantoni più colpiti. Secondo i dati citati nella mozione, su circa 2’500 profughi ucraini residenti in Ticino solo il 30% ha un’occupazione e l’80% beneficia di aiuti sociali. Dal 2027, il 75% dei costi ricadrebbe sul Cantone e il 25% sui Comuni.






