Una mozione presentata a Berna dal consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri punta il dito contro l’INPS lombardo per la gestione degli assegni familiari dei lavoratori frontalieri. Secondo il testo depositato a livello federale, la mancata trasmissione corretta dei dati rischia di causare versamenti doppi o eccessivi da parte della Svizzera.
La mozione chiede al Consiglio federale di incaricare l’UFAS di intervenire presso l’Istituto nazionale italiano della previdenza sociale affinché vengano caricati correttamente i dati sugli assegni familiari percepiti in Italia dai nuclei familiari dei frontalieri. L’obiettivo è evitare che la Svizzera versi importi superiori al dovuto.
Il problema riguarda il principio della priorità dello Stato di residenza dei figli: se la famiglia del lavoratore frontaliere percepisce già un assegno nel Paese d’origine, spetta alla Svizzera versare solo la differenza rispetto all’assegno svizzero. Per effettuare questo calcolo, tuttavia, l’Istituto delle assicurazioni sociali ticinese deve disporre delle informazioni corrette.
Dal 2021 esiste la piattaforma europea RINA GUI, che dovrebbe permettere lo scambio automatico di questi dati tra gli Stati. Secondo la mozione, però, «la sezione lombarda dell’INPS sia negligente nell’adempimento di tale compito». In caso di persistenti inadempienze, il testo chiede di valutare anche «lo stop ai versamenti degli assegni familiari ai frontalieri fino a quando lo scambio delle informazioni non avverrà in modo corretto ed affidabile».






