In Ticino, l'iniziativa "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)" svela l'ipocrisia dei suoi oppositori. Come denuncia Piero Marchesi, "PLR schierato come truppe cammellate, gran parte de Il Centro e tutta la sinistra uniti nel dire che, se l'iniziativa '200 franchi bastano' venisse approvata, la SSR/RSI sparirebbe o sarebbe a rischio sopravvivenza". Un allarmismo "studiato a tavolino per spaventare la popolazione".
Ma la realtà è diversa. La direttrice generale della SRG/SSR, Susanne Wille, ha assicurato gli investitori: "anche con un budget fortemente ridotto, la SSR potrebbe continuare ad adempiere il suo mandato". Parole che contrastano con le sue dichiarazioni pubbliche, dove paventa il collasso del servizio.
L'iniziativa ridurrebbe il canone a 200 franchi per le famiglie, esentando le imprese e limitando la SSR a un servizio essenziale. Non dimezza i fondi, ma taglia sprechi. "Dunque, chi dice la verità?", si chiede Marchesi. "La direttrice della SSR quando parla a porte chiuse e sotto obbligo legale di trasparenza, oppure i politici ticinesi legati a doppio filo alla RSI che difendono la casta e i privilegi per loro tornaconto?".
In Ticino, molti partiti difendono lo status quo perché, come nota Marchesi, "ruotano attorno alla RSI e ai posti dirigenziali, incarichi, mandati, soldi, consulenze e visibilità". La verità è chiara: "anche con l'approvazione dell'iniziativa '200 franchi bastano' la SSR e la RSI continueranno a fare il loro lavoro. A dirlo non è l'UDC, ma la direttrice stessa della SSR".





