In un post pubblicato sui social, Lorenzo Quadri dice senza mezzi termini che si è “perso il senso del ridicolo” riferendosi alla campagna contro l’iniziativa popolare “200 franchi bastano”. Nel mirino la paginata pubblicitaria comparsa sui quotidiani ticinesi, firmata da esponenti politici, dirigenti e figure legate alla SSR.
Secondo Quadri, il fronte contrario all’iniziativa si è mobilitato “in grande stile a sostegno del proprio centro di potere e di propaganda”. E aggiunge: “Altro che ‘servizio pubblico’: servizio a loro!”. Nel suo elenco cita “presidenta ed ex presidente della CORSI, ex consiglieri di Stato, ex dirigenti ed ex giornalisti della RSI e i loro familiari”, oltre a esponenti di enti finanziati dal canone.
Il riferimento è anche al budget nazionale del fronte del No, che – stando ai dati pubblicati dal Controllo federale delle finanze – ammonterebbe ad almeno 3 milioni di franchi. Nonostante ciò, la presidente della CORSI Giovanna Masoni Brenni avrebbe dichiarato in assemblea: “La campagna a favore (!) ha mezzi e visibilità!”.
La battaglia sul canone entra così nella fase più dura. Da una parte chi difende l’attuale assetto del servizio pubblico, dall’altra chi sostiene che “200 franchi bastano”. Il voto dirà se la Svizzera vuole continuare con il canone più caro d’Europa o ridimensionarlo.





