Sport, 04 agosto 2025

Lugano, è buio pesto!

Il fragoroso capitombolo di Sion, con i vallesani che si sono imposti per 4-0, apre definitivamente la crisi totale dei bianconeri che non riescono a ritrovarsi

SION – Va bene che la Super League, oltre a essere appena iniziata è un campionato strano dove le rimonte sono all’ordine del giorno. Va bene la stanchezza per i tanti impegni, visti anche gli sforzi profusi in Europa dagli uomini di Mattia Croci-Torti. Va bene che siamo a inizio stagione, ma i segnali che il Lugano sta dando sono davvero preoccupanti e se il presente è chiaramente cupo, il futuro a breve e a medio termine rischia di diventarlo ancora di più. 

 
 
Se la scorsa primavera il Lugano aveva dovuto benedire quanto fatto nel girone di andata per qualificarsi per un posto europeo, piuttosto che ciò che era stato in grado di mostrare da gennaio in poi, la stagione 2025/26 si è aperta mostrando tutte le difficoltà di un club che sembra essere imploso. Sì perché questo Lugano riesce anche a gestire un buon possesso palla, ma non riesce a ottenere nulla in fase offensiva. Dall’altra parte, invece, le avversarie ci hanno preso gusto a banchettare dalle parti di Saipi che, un po’ per colpa sua, un po’ per colpa della sua retroguardia e dell’assetto difensivo, si sta abituando a raccogliere una serie infinta di palloni all’interno della sua porta.
 
 
Non vorremmo dire che qualcosa si sia rotto all’interno dello spogliatoio – questo lo può sapere solo chi lo vive – ma in questo momento la formazione di Mattia Croci-Torti non assomiglia assolutamente a una squadra vera, fatta e finita. E la scoppola incamerata ieri sul complicato campo del Sion, con i vallesani in grado di imporsi per 4-0, è lì a testimoniarlo. Come detto all’inizio, il campionato svizzero ci ha abituato a ribaltoni, a rincorse importanti da parte delle squadre di vertice, ma ora come ora il cielo sopra l’FC Lugano si sta facendo cupo, nero e preoccupante: da gennaio in poi i bianconeri hanno vinto solo 7 partite! Qualcosa vorrà pur dire! Dalle parti di Cornaredo, insomma, urge una sveglia, una scossa, una reazione prima di entrare in un vortice di emozioni negative dalle quali è sempre complicato risalire.

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