Sport, 19 novembre 2023

Senza gloria e imbarazzati andiamo agli Europei 2024

La Svizzera tenuta in scacco dal generoso e nulla più Kosovo (1-1)

BASILEA - Primo tempo assolutamente insufficiente dei rossocrociati. Dopo un buon inizio, la squadra di Yakin si spegne col passare dei minuti. Ad uno stucchevole possesso palla, il Kosovo, che non si fa problemi a mettersi in trincea, oppone una tenace resistenza ed appena può sgancia Rashani e Muslija, due guastatori di cui è bene diffidare. È proprio il primo che verso il 40’ fa venire i brividi a Sommer: un colpo di testa perfido fa la barba al palo. E la Svizzera? Una mezza occasione al 15’ di Freuler e poi il vuoto. Offensivamente inconsistenti i nostri; Shaqiri oltretutto è a corto di fiato. Sarà dura se nel secondo tempo non si cambia. E le cose sembrano mettersi per il verso giusto: dopo due minuti della ripresa Vargas porta in vantaggio la Svizzera! Ancora lui, il giocatore più vivace e concreto di una Nazionale che negli ultimi tempi è parsa bolsa e giù di giri. 1-0, adesso la strada pare in discesa. 



Ma non è proprio il caso, perché al netto di una sterile superiorità e di una rete annullata ad Okafor per offside, la Svizzera si perde nei propri dubbi e nelle proprie incertezze permettendo al generoso ma nulla più di Kosovo di prendere coraggio e di realizzare a otto minuti dalla fine il pareggio che non è affatto immeritato. A fine partita esultano i nostri ospiti (che giocavano col sostegno di un numeroso seguito di tifosi) mentre i rossocrociati escono a testa china dal campo: si sono qualificati sì per i prossimi Europei di Germania, ma senza gloria. L’imbarazzo è grande, perché le prestazioni dei nostri, e non ci riferiamo soltanto alla prova di ieri sera, sono state globalmente insufficienti.


La mancanza di cuore e di grinta, la scarsa predisposizione dei giocatori a fare gruppo (Yakin se ci sei batti un colpo!) hanno minato la tranquillità dell’ambiente. E tutto ciò nonostante si giocasse in uno dei gruppi più facili di queste qualificazioni.


Svizzera avanti, dunque, insieme alla Romania, prossimo e ultimo avversario di questo torneo. Intanto però restano inquietanti gli interrogativi sulla nostra squadra. In particolare sul commissario tecnico Murat Yakin, che non ha mai veramente convinto. Forse, e non è affatto escluso, il suo tempo in Nazionale è scaduto. Non è infatti escluso che nei prossimi mesi la nostra federazione decida di cambiare.

BILL CASTELLI

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