Opinioni, 25 settembre 2023

Decalogo per una Svizzera Libera, Laica, Solidale e Neutrale

Tribuna del “politicamente scorretto” di Giorgio Grandini

Se i miei Lettori (e spero presto anche Elettori...!) sono delusi dall’attuale politica federale e si riconoscono invece nelle mie Tribune, significa che una buona parte dei parlamentari che abbiamo mandato a Berna non sono le persone giuste.
A scanso di equivoci - e a futura memoria – ho riassunto le mie convinzioni e visioni politiche in un decalogo, che per ragioni di spazio ho concentrato all’essenziale e pubblico in due fasi separate.
Ricordo comunque che le idee vanno giudicate per i loro contenuti e valori, e non tanto per cieco fideismo alla disciplina di partito.
 
Famiglia
La famiglia è il nucleo sociale composto almeno da due persone, che hanno in genere tra loro legami di parentela, di affetti o di affinità. Partendo da questo presupposto, per me la Famiglia rimane ancor oggi (per quanto coniugata nelle varianti più colorate) l’elemento base e costitutivo della società. Non mi disturba affatto se una donna convive con un’altra donna o un uomo ama un altro uomo, e condivido l’idea di equiparare legalmente le coppie omossessuali a quelle eterosessuali.
Mi infastidisce però l’ostentazione scomposta di queste attitudini e ancora di più non posso accettare il tentativo (al quale non si sottrae nemmeno la nostra scuola pubblica...) di “indottrinare” i minorenni sul cambiamento di sesso (fluidità di genere).

 
Formazione
Il sistema di formazione svizzero è unico per la sua permeabilità (pluralità di accesso) e per il sistema binario dell’apprendistato (lavoro e scuola): ciò è dimostrato d'altronde dall’interesse crescente di altri Paesi.
Le nostre Università sono rinomate in tutto il mondo e si piazzano regolarmente ai primi posti (il Poli di Zurigo rimane anche nel 2023 la migliore università europea!). La formazione e la ricerca sono il fiore all’occhiello della Svizzera e dobbiamo continuare a sostenerle e finanziarle per assicurarne l’eccellenza anche in futuro.
E ciò senza lasciare che l’UE ci metta sotto pressione con il ricatto (perché è di questo che si tratta) del sistema Horizon, da cui siamo stati esclusi al fine di indurci ad aderire all’accordo istituzionale quadro.
Bisogna spingere affinché le nostre Autorità universitarie si adoperino a individuare alternative al sistema europeo, che non è certamente l’unico sbocco in questo mondo multipolare: la nostra libera politica universitaria è di fatto vincente (volente o nolente l’Europa).
 
Sanità
Il nostro sistema sanitario, basato sulla LAMal, “fa acqua” da tutte le parti e l’aumento costante dei premi rivela che... sono proprio le casse malati ad essere “malate”. Tornerò più in dettaglio su questo tema in una delle prossime Tribune. Sta di fatto che in un contesto nel quale tutti gli attori sono inclini ad aumentare i prezzi (case farmaceutiche, farmacie, medici, ospedali, casse malati), quello che ci rimette è il cittadino che deve farsi carico di tutti o perlomeno di gran parte dei costi. È pertanto indispensabile saper attingere a soluzioni mirate e coraggiose. Nel frattempo però occorre adottare alcune misure d’urgenza: sussidio federale volto ad abbassare i premi; tetto massimo agli aumenti dei premi; revisione dell’utilizzo delle riserve in eccesso delle casse malati.
 
 
Socialità
Mi sento un “liberale con un cuore radicale”: per me la Solidarietà (anche se di questo termine si abusa spesso e volentieri) e la redistribuzione della ricchezza sono valori fondamentali. Essi ricoprono un ruolo preciso poiché non è etico (e in tutti i casi non è economicamente produttivo) permettere al sistema di generare uno stato assistenziale ad oltranza (che sostiene anche coloro che sono autosufficienti). È un fine gioco d’equilibrio volto ad evitare che fannulloni (speculatori) vivano alle spalle di coloro che producono e lavorano, nonché penalizzare chi si trova effettivamente in uno stato di bisogno.
Ciò detto, vi sono delle falle che necessitano una soluzione urgente: non è per esempio possibile che i coniugi siano penalizzati dall’AVS rispetto alle coppie di fatto (plafonamento al 150% delle rendite per persone sole); non è inoltre accettabile conferire prestazioni AI a immigrati che soggiornano illegalmente (i così detti sans-papier) nel nostro Paese, e addirittura dare loro la “possibilità” di libera scelta tra lavoro o prestazioni sociali.  
 
Economia
Sono uno strenuo difensore del libero mercato (giustamente configurato nel contesto di una legislazione che prevenga gli eccessi del mercato stesso e salvaguardi la giustizia sociale).
Ne consegue che guardo con sospetto al gigantismo della nostra burocrazia, che si allontana sempre più (ahimè sul modello di Bruxelles...) dalle esigenze della gente e soprattutto delle imprese.
Ad esempio, la spinta in atto - specialmente dopo il “grounding” del Credit Suisse - di rafforzare in termini di personale e di competenze la FINMA, oppure di negoziare con i paesi dell’UE nuove norme antiriciclaggio, è totalmente fuori luogo: non abbiamo proprio imparato nulla dal precipitoso abbandono del segreto bancario?
In ambito macroeconomico, per contro, sono senz’altro favorevole a nuovi negoziati su accordi di libero scambio (non istituzionali), indispensabili per incentivare il nostro commercio estero.

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