Sport, 05 giugno 2023

Espinoza e quello sliding door: Lugano, è mancata concretezza

Dopo un pessimo primo tempo, i bianconeri nella finale di Coppa Svizzera, hanno davvero avuto l’occasione di portare i campioni svizzeri al supplementare, disputando una seconda frazione da top team

BERNA – C’era tensione, c’era attesa, c’era voglia, c’era il desiderio di vincere ed entrare nella storia. E, forse, questa tensione, questo peso il Lugano l’ha subìto nel primo tempo della finale di Coppa Svizzera giocata e persa ieri a Berna contro l’YB. Forse anche il sintetico del Wankdorf ci ha messo del suo, ma è innegabile che i ragazzi di Croci-Torti, alla fine dei conti, abbiano pagato a caro prezzo un’entrata in materia davvero complicata. Sì perché nei primi 45’ Sabbatini e compagni ci hanno capito davvero poco al cospetto della fisicità e del ritmo di Nsame e compagni, tanto da cadere con un po’ di sfortuna su un calcio d’angolo e in seguito a un’uscita completamente sbagliata di Saipi.
 
 
Lo 0-2 incassato in pieno recupero, la superiorità mostrata dall’YB e le difficoltà palesate in campo, avrebbero sicuramente annientato chiunque, avrebbe steso un toro, ma non questo Lugano che, forse con meno peso sulle spalle, con la testa più libera e non avendo più nulla da perdere, ha disputato un secondo tempo pazzesco, chiarendo ancora una volta che i bianconeri non sono così inferiori ai campioni svizzeri in carica. Certo, la rete di Bottani ha ridato fiducia, grinta, ritmo e velocità a una squadra, quella guidata dal Crus, che ha iniziato a volare, a macinare gioco e a mettere nell’angolo uno Young Boys che, pochi secondi prima del 3-1 di Elia avevano rischiato davvero di doversi giocare il titolo al supplementare. 

 
 
In effetti sarebbe stato interessante capire – e vedere – come si sarebbe sviluppata la sfida se Espinoza non si fosse incartato tutto solo davanti a Keller e avesse siglato il 2-2 all’84’. Ma con i “sé” e con i “ma” non si va lontano nel calcio e verrebbe quasi da dire che la rete di Steffen, a 3’ dal 90’, ha sì riacceso la sfida e l’entusiasmo ma lascia ancora più l’amaro in bocca.
 
 
In ogni caso, la stagione del Lugano si è chiusa ieri in pompa magna. Va bene, a differenza dell’anno scorso non è arrivata la Coppa, i bianconeri non hanno alzati al cielo nessun trofeo, ma in Svizzera quest’anno solo l’YB ha potuto festeggiare, ma Celar e compagni si sono regalati la seconda finale di Coppa consecutiva, hanno chiuso al terzo posto in campionato – assicurandosi quantomeno la partecipazione alla Conference League del prossimo anno – e hanno mostrato il miglior calcio del nostro campionato. Scusate se è poco…

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