Sport, 19 febbraio 2023

Lugano ammalato cronico: inaffidabile e sciupone

Ambrì Piotta corsaro, Bienne al tappeto

LUGANO - Prendiamo in prestito il commento di un tifoso abbacchiato e deluso apparso sui social: “ Il Lugano è come un pony che prova a montare una giraffa”. Al di là della buffa e un po’ volgare espressione, in queste righe c’è tutta la stagione dei bianconeri, che nemmeno stavolta sono riusciti a sfruttare una ghiottissima occasione: quella di spiccare il volo verso i pre-playoff e di staccare il Langnau, avversario diretto (rientrato in gioco col Losanna). È, insomma, un film (di campionato) già visto: quando sembra che tutto fili finalmente per il verso giusto, la squadra – una sorta di malato cronico – ci ricasca e ripete i soliti errori. E così alla fine a vincere sono stati i tigrotti che, detto per inciso, non hanno rubato nulla, anzi: con tenacia, cuore e con un portiere (Charlin) in forma smagliante, non hanno mai mollato di un centimetro, rimanendo incollati agli avversari per poi mandarli al tappeto durante il tempo supplementare, grazie ad uno spunto di Eakin.


Ai padroni di casa sono dunque rimaste le briciole (sotto forma di un punto) e tanti dubbi e perplessità, che andranno cancellati immediatamente perché stasera torneranno in pista a Berna, contro un avversario che ieri è stato battuto dal Ginevra e balla nel manico come tante altre formazioni, nel senso che non ha ancora la matematica certezza di entrare nei pre-playoff. 


Ma servirà un Lugano decisamente migliore sotto porta, più abile a sfruttare le occasioni da rete (ieri sera alventesimo il vantaggio avrebbe dovuto essere di due o tre gol) ma soprattutto occorrerà più continuità a livello tecnico, perché non si può pensare di vincere una partita quando si gioca soltanto a…tratti. A mò di esempio citiamo il periodo conclusivo, durante il quale i bianconeri si sono smarriti, senza mai dare l’impressione di poter vincere la partita. 



“Il Lugano è come un pony che prova a montare una giraffa”: parole forti, ridanciane, specchio tuttavia di una stagione cheproprio non vuole saperne di decollare. Come se questa squadra sia vittima del suo recente passato (targato Mc Sorley) e non sappia scrollarselo di dosso a livello emotivo. Si potrà dire che qualcosa è cambiato, che il gioco adesso è più lineare e diretto, va bene: ma se mentalmente si viaggia ancora sugli stessi binari, beh, allora non ci resta che attenderci un finale di campionato in apnea. Per i bianconeri gli esami insomma non finiscono mai: e allora, come è già successo in questa tribolata stagione, a Schlegel e soci tocca ora smentirci questa sera sulla difficilissima pista di Berna, dove ad attendere i ceresiani c’è una squadra affamata di punti. Missione difficile ma non impossibile per un Lugano di cui ormai non si sa più cosa pensare e scrivere.


Quando sembrava che l’Ambrì Piotta dovesse entrare in una spirale negativa, in conseguenza delle due sconfitte consecutive casalinghe contro Berna e Friborgo, ecco che la squadra di Luca Cereda ha risposto alla grande vincendo 4-1 sulla pista del secondo in classifica Bienne: un risultato che le permette di agganciare il Lugano al decimo posto, anche se con una partita in più. Un successo targato Chlapik: l’attaccante ceko ha messo a segno una bella doppietta ed ha confermato di trovarsi a meraviglia quando evolve al fianco del connazionale Spacek e di Pestoni.


Un successo nato dalla grande voglia di riscatto dei leventinesi, che hanno ritrovato la capacità di segnare anche dei gol sporchi e di sfruttare in pieno le occasioni che gli sono capitate. Eppure la partita non era iniziata nel migliore dei modi, visto che dopo quasi due minuti i bernesi sono passati con Künzle. Brutto presagio? Manco per sogno: questa volta i biancoblù non si sono disuniti e grazie ad una buona organizzazione difensiva e ad un Conz che non ha fatto rimpiangere Juvonen, hanno saputo tornare gradatamente in partita. Hanno dapprima pareggiato con Chlapik al decimo e poi hanno saputo tenere duro quando i seelandesi li hanno messi sotto pressione. Poi, come spesso succede, ecco che l’Ambri Piotta ha messo il naso alla finestra e ad inizio terzo tempo ha trovato la rete del primo vantaggio ancora con Chlapik.


Sul Bienne è calata la notte e i ticinesi hanno invece pigiato sull’acceleratore. Con Rüfenacht, alla sua prima rete in biancoblù e poi a porta vuota con Formenton, hanno in seguito definito lo score. Operazione riscatto riuscita, Lugano agganciato.

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