Opinioni, 08 febbraio 2023

Ecco perchè sostengo il Plan B di Lugano

Dall’inizio il Plan B di Lugano ha voluto mettere l’accento sulla formazione. Le stesse aziende attive in ambito blockchain evidenziano le difficoltà nel reperire personale adeguatamente formato in un settore in rapida evoluzione.

Io credo che affiancare allo sviluppo territoriale e sociale del nostro cantone la proposta formativa adeguandola oppure adattandola allo sviluppo economico è un fattore determinante per creare competenze di alto livello e uscire dal giogo della manodopera d’importazione, il frontalierato.
Inoltre è essenziale creare un ambiente di sostegno per i giovani professionisti. Favorire l’insediamento di aziende innovative è fondamentale e dev’essere seguito pari passo dall’offerta formativa per poter mantenere sul territorio competenze e benessere.

Il plan B è un esempio, che ha anche l’obiettivo di attirare l’interesse di aziende e persone attive in un mercato innovativo e in pieno sviluppo. Anche il mondo della finanza che conosciamo tutti è interessato a questi temi. La prova è il fatto che ben 3 banche hanno partecipato come sponsor al forum di ottobre 2022. Inoltre, come riporta la stampa, alcuni dei maggiori istituti bancari e banche centrali sono attivi con diversi progetti, ad esempio nei processi di tokenizzazione, ovvero la digitalizzazione dei diritti di possesso, aprendo nuove prospettive di investimento. La sinergia con il mondo accademico  nel contesto di un’attività di promovimento economico mi pare logica. Si cerca di formare i nostri giovani per mansioni ad alto valore aggiunto e ricercate, auspicando quindi che gli stessi potranno poi trovare sbocchi professionali sul territorio mantenendo indotto e riducendo le partenze verso lidi più floridi.

Spesso leggiamo sui media accuse al Municipio di agire per conto suo senza rendere conto al consiglio comunale di quello che fa. Il nostro sistema democratico fa sì che ognuno ha il suo ruolo e le sue responsabilità. Il municipio gestisce l’amministrazione e le questioni strategiche, il consiglio comunale controlla e propone, i cittadini se non sono d’accordo fanno referendum, se vogliono qualche cosa fanno le iniziative e ogni 4 anni giudicano esecutivo e legislativo. Le scelte strategiche sono delegate al municipio che i cittadini hanno eletto, in esecutivo ci si assume le proprie responsabilità ed è ciò che le istituzioni necessitano, ed è ciò che anche noi ci aspettiamo da un Municipio: che sia capace di avere una visione, di agire e di prendersi le proprie responsabilità.
Il P23 prevede una spesa di 503'000 CHF per promuovere la città e non solo per il Plan B. Anche se importante, questo montante è pari allo 0.12% del budget della città che ammonta a ca. 450 milioni.

Si tratta di un importo a favore dello sviluppo economico della città che, tra le altre cose prevede anche azioni legate al Plan B. Un budget per promuovere la nostra città che, troppo spesso, è vista oltre Gottardo e all’estero con il cliché del boccalino, del grotto… la tanto decantata sonnenstube. Ma Lugano non è solo questo: Lugano è una città moderna e innovativa e che vuole essere competitiva e attrattiva a livello internazionale. Quindi ben venga investire per veicolare l’immagine della città con iniziative di marketing territoriale.



Sicuramente anche il Plan B, oltre a essere un progetto di punta e di alto valore aggiunto, è stato anche un enorme veicolo di marketing territoriale. In men che non si dica il nome della città ha fatto il giro del mondo raggiungendo una visibilità senza precedenti.

L’interesse da parte di persone e aziende verso la nostra Città si è acuito.

La prossima apertura del “Lugano Plan B hub” a pochi passi da Piazza della Riforma, di cui abbiamo letto durante il fine settimana, spazio che ospiterà una serie di aziende attive in ambito blockchain, sarà un primo segno molto tangibile di quanto di positivo Lugano Plan B può portare.  

Oltre a questo non dimentichiamo quanto è stato fatto in questo anno: un evento internazionale che ha portato a Lugano 2000 persone in un periodo dell’anno (mese di ottobre) dove le strutture ricettive sono ben felici di avere nuovi ospiti; un aiuto concreto a commerci, attività economiche locali e PMI, con l’introduzione – senza costo alcuno – di strumenti di pagamento innovativi; momenti divulgativi e formativi – si pensi ad esempio alla summer school dello sorso luglio che ha portato a Lugano 90 giovani provenienti da 30 nazioni differenti.

Non so voi, ma non ho mai avuto notizia di un’azione di promozione economica della città di tale portata e praticamente a costo zero.

Due ultime considerazioni:

Purtroppo si sente troppo spesso parlare di crimine organizzato e riciclaggio – anche da parte di chi ha promosso la discussione generale di questa sera.

Innanzitutto è importante non fare di ogni erba un fascio, come sempre non è la tecnologia ad essere il problema, è come la si usa!  Rispetto al contante, come messo in evidenza dal Basel Institute of Governance ed Europol, sono proprio le caratteristiche della blockchain che permettono all’autorità di intervenire in modo facilitato rispetto a transazioni in contanti; e sul denaro contante non dimentichiamo le firme appena raccolte (157’000) a favore dell’iniziativa “Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote” che intende includere due capoversi all’articolo 99 della Costituzione federale sulla politica monetaria…. Dovremo aspettarci anche qui un’interpellanza da parte dei soliti noti e una nuova discussione generale ? O lo si fa solo quando torna utile per criticare l’agire del Sindaco, del Municipio, con finalità prettamente politico/partitiche?

Da ultimo mi sento di affermare che il Municipio ha sino a oggi agito – sempre nell’ambito delle sue competenze – con la massima professionalità e piena trasparenza (ricordiamo che il protocollo sottoscritto con Tether è addirittura pubblicato online).

Siamo di fronte sicuramente a un partenariato nuovo, unico nel suo genere (gli unici partenariati a cui eravamo abituati sino a oggi si riducevano a differenti forme di finanziamento per opere edili) e, allo stesso tempo siamo confrontati con una rivoluzione tecnologica tanto dirompente quanto complicata e difficile da comprendere ai più.

Il nuovo spaventa, ci mancherebbe altro, è insito nell’essere umano…. Ma la chiusura non è una soluzione, anzi. Il nuovo può essere un’occasione di crescita e un’opportunità.

Un plauso al Municipio per come sta affrontando queste sfide e invece di rendergli il compito difficile con inutili discussioni, lasciamolo lavorare con l’obiettivo di diversificare ulteriormente il nostro tessuto economico e di creare un contesto attrattivo dove i nostri giovani possano crescere e prosperare. 

Andrea Sanvido, vicecapogruppo in Consiglio comunale a Lugano e candidato al gran consiglio n. 48


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