Sport, 22 gennaio 2023

Lugano, che sia la volta buona?

L'Ambrì spreca ma si impone ai rigori a Kloten

ZURIGO - Diciamolo a chiare lettere: alla vigilia del doppio confronto con lo Zurigo nessuno (o forse solo gli inguaribili ottimisti e gli irriducibili) avrebbero scommesso su un doppio successo bianconero. Troppe le incognite, troppi i dubbi, troppe le delusioni accumulate nella settimana post derby (perso): no, quel Lugano, che non aveva ancora recuperato due pedine fondamentali quali Granlund e il redivivo Walker, era ritenuto meno che affidabile, ingestibile e, a tratti, pure inguardabile. Poi sono arrivati i Lions, reduci da quattro sconfitte consecutive e la squadra bianconera ha cambiato decisamente passo. Oddio: Arcobello e soci non hanno certo vestito la maglia dei Montreal Canadiens (modo di dire), ma almeno hanno cominciato a giocare da squadra vera. Cuore, grinta, generosità e poi, finalmente, una fase difensiva all’altezza della situazione.


In due sole partite, la squadra di Luca Gianinazzi ha incassato tre reti. Segno che adesso davanti al portiere di turno (in questo caso Schlegel) si gioca con maggior disciplina e attenzione e si cerca di non regalare più gol come in un recente passato. Per buona pace del giovane coach, che a fine gara era ovviamente soddisfatto, anche se ha fatto capire chiaramente che il cammino per la conquista dei pre-playoff è comunque lungo e lastricato di ostacoli. Considerato, anche, che l’Ambrì non sembra mollare e il Losanna pare si sia svegliato. Sarà insomma una battaglia sino all’ultima giornata e in molti temono che il derby d’inizio marzo alla Gottardo Arena possa essere decisivo. Di certo solo una fra HACP, Lugano, Losanna e Langnau andrà avanti.


Ma torniamo in argomento, torniamo alsuccesso bianconero alla Swiss Life Arena, gremita in ordine di posto (12 mila spettatori). La squadra ospite alla fine l’ha spuntata oltre i 65 minuti (regolamentare e overtime): al termine di una serie intermibabile di rigori (ben 22) i bianconeri hanno strappato i due punti e possono legittimamente sperare in un finale di stagione migliore. Che sia la volta buona, diciamo nel titolo? Che la svolta sia finalmente arrivata? Solo le prossime sfide contro Ajoie e Lakers ce lo diranno. Scesi in pista con lo stesso effettivo di venerdì scorso (e ancora senza gli ammalati Guerra e Andersson ma con Schlegel confermato fra i pali) i ticinesi hanno retto con personalità al prevedibile urto iniziale dei padroni di casa e attorno al settimo minuto sono passati in vantaggio con Carr. Il tutto con un uomo in meno sul ghiaccio! Poi nel secondo tempo (nel quale Walker si è infortunato per una botta) lo Zurigo ha aumentato il ritmo del proprio gioco e messo tanta pressione: e così nel giro di quattro minuti ha ribaltato la situazione con le reti di Hollenstein e Bodenmann. Sembrava l’inizio della fine e invece il Lugano, con carattere e determinazione, ha ripreso a giocare e prima della seconda sirena ha trovato il pareggio con Granlund. Poi la gara è rimasta in equilibrio sino ai rigori. Nella serie, e al 22esimo tiro, Granlund ha deciso la sfida. 



I leventinesi strappano la vittoria ai rigori e chiudono la piccola serie best of two con il Kloten alla pari. Ma quanti rimpianti! Sì, perché la sfida di ieri sera si era messa decisamente bene per la squadra di Luca Cereda, che al termine del secondo tempo conduceva per 3-1 e ciò dall’alto di una prestazione molto cinica ed efficace. Poi però gli aviatori, che si sono confermati tosti e assai grintosi, hanno saputo rimontare con pazienza, favoriti anche da un regalo degli ospiti che in occasione del 2-3 di Ang giostravano con un uomo in più sul ghiaccio.


Una situazione paradossale. Poi a cinque minuti dal termine Kellenberger ha siglato il 3-3 e rimandato tutti ai supplementari, durante i quali l’Ambrì Piotta ha avuto due occasioni per chiuderla. E invece le due squadre hanno dovuto sorbirsi una ulteriore dose adrenalinica con i penalty. E lì la calma e l’esperienza di Heed ha fatto la differenza.


Vittoria sudata, insomma, quella dei biancoblù, che si riscattano dal kappaò interno subito 24 ore prima ad opera degli zurighesi. Un Ambrì che ha dimostrato ancora una volta la sua grande efficacia nei momenti topici delle partite, nelle quale spesso e volentieri subisce la manovra degli avversari ma riesce sempre a venirne a capo grazie al suo cinismo e alla sua solidità. Senza dimenticare la forza dei giocatori provenienti dall’estero, ancora una volta decisivi. Come non mai. E in fondo la differenza fra questo HCAP e quello del recente passato è proprio questo. Con i giocatori stranieri giusti si può sognare.

MDD

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