Ticino, 02 gennaio 2023

Il discorso di fine anno di Michele Foletti: “Solidarietà e aiuto reciproco la nostra salvezza”

Benvenuti e Buon Anno a tutti, grazie per essere qui con noi in questo primo e beneaugurante mattino del 2023! Sono emozionato di iniziare l’anno insieme a voi, care e cari Luganesi, e insieme agli ospiti che ci hanno raggiunto da altri comuni del nostro cantone.

Finalmente possiamo tornare a riabbracciarci e a festeggiare insieme l’arrivo del nuovo anno, dopo il tempo sospeso della pandemia. Non nascondo un certo imbarazzo nell’essere qui per la prima volta nella mia veste di sindaco, una carica che cerco di onorare nel miglior modo possibile, nel solco di chi mi ha preceduto, per fare sempre più di Lugano una città nella quale tutti si sentano bene.

Rivolgo un grato pensiero al compianto amico Marco Borradori che partecipava sempre con gioia alle celebrazioni del primo dell’anno. Lo ricordiamo insieme con immutati sentimenti di affetto e gratitudine.

Se dovessi racchiudere in una parola l’anno appena trascorso, ne sceglierei senza indugio due “generosità” e “solidarietà”, che rappresentano uno dei valori cardine su cui si fonda la nostra comunità. Giacomo Leopardi in una sua bellissima poesia scriveva: “l'unica possibilità di salvezza per gli uomini è costruire una rete di solidarietà e di aiuto reciproco”. Se per Leopardi il nemico contro cui combattere era la natura, indifferente alle pene degli uomini, oggi la sfida più difficile è misurarsi con il senso d’incertezza e precarietà che accomuna le società contemporanee.

L’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato profondamente segnato dal conflitto in Ucraina. La nostra città ha vissuto con dolore il dramma di un popolo intero, vittima di una guerra che ha provocato solo morte, distruzione e prevaricazioni. Gli attacchi indiscriminati su civili inermi e la strategia di fiaccare le strutture vitali del paese, privandolo di acqua corrente, elettricità, riscaldamento e riducendolo allo stremo, continuano a suscitare un forte sentimento d’indignazione.

Prevale, tuttavia, la ferma determinazione a continuare ad agire a tutti i livelli istituzionali e della società civile per giungere a un cessate il fuoco e a una pace giusta. La situazione di conflitto ha avuto implicazioni politiche, economiche e di sicurezza tali da mutare radicalmente gli equilibri geopolitici a livello globale.

In un contesto così delicato e complesso, la nostra città ha dato prova, ancora una volta, di grande generosità e vicinanza, attivandosi per alleviare le sofferenze dei civili. Il Municipio, i servizi cittadini e la popolazione si sono adoperati fin dall’inizio del conflitto nell’accoglienza e nel sostegno ai profughi. Abbiamo fornito supporto logistico e coordinato le iniziative delle associazioni umanitarie impegnate nella raccolta e nell’invio di beni di prima necessità. Abbiamo raccolto la disponibilità dei privati a ospitare le persone in fuga. La colonia climatica estiva di Breno, di proprietà della Città, è diventata un centro di prima accoglienza per una trentina di persone, bambini, donne e anziani. Lugano ha accolto complessivamente 565 rifugiati; 89 bambini ucraini frequentano oggi le diverse sedi del nostro Istituto scolastico, 24 sono iscritti alla scuola dell’infanzia e 65 alla scuola elementare.

La cultura della solidarietà è un tratto caratteristico di Lugano, che conta 140 nazionalità fra i suoi abitanti, ognuna con le sue ricchezze specifiche, ed è anche un tratto distintivo del nostro Paese. La Svizzera, non dimentichiamolo, ha dato i natali alla Croce Rossa: una nostra lunga tradizione umanitaria e di volontariato che deve essere mantenuta e rafforzata.

Ringrazio di cuore tutti coloro, privati, associazioni, enti e istituzioni che hanno partecipato alle iniziative di solidarietà. Non da ultimo, Lugano ha dato il proprio contributo per la pace ospitando l’estate scorsa l’Ukraine Recovery Conference, che ha riunito rappresentanti di Stati e organizzazioni internazionali pronti a impegnarsi per sostenere la ricostruzione del paese martoriato dalle bombe.

La solidarietà può essere declinata in molti modi; penso alla solidarietà istituzionale: Lugano gioca un ruolo da protagonista nel sistema di perequazione finanziaria intercomunale: nel 2021 abbiamo versato 28 milioni di franchi al fondo di compensazione per sostenere i comuni più deboli. Siamo al primo posto tra i comuni paganti all’interno del flusso dei contributi di livellamento della potenzialità fiscale. Con i contributi che la Città versa per la perequazione indiretta (finanziamento di case per anziani, comunità tariffale, aiuto domiciliare, servizi di assistenza e cura a domicilio) gli oneri ammontano complessivamente a circa 45 milioni di franchi all’anno, quasi un quinto delle imposte pagate dai contribuenti di Lugano.



La solidarietà si compie, in particolare, nella tutela delle fasce più deboli: la Città non intende lasciare indietro nessuno. Il nuovo Regolamento sulle prestazioni comunali in ambito sociale, attualmente al vaglio della Commissione delle Petizioni del Consiglio comunale, è uno strumento importante che ci consentirà di adeguare misure ed entità delle prestazioni al mutato contesto sociale. Nel 2022 sono stati effettuati 900 interventi a sostegno di persone in situazione di particolare disagio economico, e sono stati erogati circa 830'000 franchi. È inoltre stata svolta un’importante attività di consulenza, con oltre 2’000 colloqui e richieste di informazioni.

Sono state poi potenziate le misure di intervento e accompagnamento per favorire l’inserimento professionale e il recupero formativo di chi non ha una formazione post-obbligatoria e dei disoccupati. Il servizio Spazio lavoro e formazione, attivo dal 2020 (nato quindi nell’anno della pandemia), ha ampliato la sua offerta a sostegno delle persone alla ricerca di una professione o di una formazione. Nei locali rinnovati di recente a Pregassona promuoviamo momenti formativi per sostenere i candidati nel loro percorso di reinserimento professionale, assicurando una consulenza individuale.

Tra agosto 2020 e ottobre 2022 sono stati fatti oltre 1'600 incontri individuali (per circa 500 utenti) e una ventina di corsi di formazione breve gratuiti. Abbiamo inoltre avviato un progetto sperimentale – si chiama Punto digitale – sviluppato in collaborazione con il laboratorio urbano Lugano Living Lab e l’Università della Svizzera italiana. Al Punto digitale, che è un luogo reale, studenti di Scienze della comunicazione offrono assistenza digitale gratuita ai cittadini e alle cittadine.

La solidarietà si nutre anche di piccoli e grandi gesti: desidero ringraziare dal profondo del cuore tutti coloro che dedicano una parte del loro tempo al volontariato e si prendono cura di chi sta a noi vicino. La generosità, ne sono convinto, è un valore che si può imparare: l’impegno nel mettere al centro il bene della persona genera una rete virtuosa di altruismo ed è un esempio straordinario per le giovani generazioni. La nostra Città ha un bacino numeroso di volontarie e volontari che si prodigano incondizionatamente per gli altri.

Ai ragazzi e alle ragazze dico: lasciatevi contagiare dalla passione e dallo slancio generoso di chi si dedica al prossimo, partecipate, mettetevi alla prova, avvicinatevi a un’associazione o a un gruppo, non è importante in quale ambito. Prendersi cura dell’altro è prendersi cura di sé: la vicinanza tra le persone è la linfa vitale di una città che vuole essere sempre più inclusiva e coesa.

La Città di Lugano sostiene numerosi progetti nell’ambito del volontariato, della prevenzione, della convivenza sociale e della promozione della salute. Ogni anno stanziamo due fondi per la cooperazione internazionale allo sviluppo, a favore di progetti di organizzazioni non governative ticinesi attive negli ambiti socio-educativo, sanitario e dell’acqua potabile.

Io credo che tutti noi cittadini di Lugano dobbiamo essere orgogliosi di vivere in una città così solidale e generosa! Il mio auspicio è che nel 2023 prenda sempre più corpo questa consapevolezza e che i suoi frutti si moltiplichino. Penso, infatti, che la positività e la fiducia siano la base per fare sempre meglio, al contrario della lamentela, che affossa invece lo spirito e l’operatività.

Concludo facendo mio un pensiero di Victor Hugo: “Salutiamo insieme questo nuovo anno che invecchia la nostra amicizia senza invecchiare il nostro cuore”.
Auguro a tutti voi un felice anno nuovo!

Michele Foletti, sindaco di Lugano


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