Sport, 26 settembre 2022

Il grande ritorno del mitico McCourt

Sabato l'ex giocatore dell'Ambrì ha presenziato alla sfida disputata alla Gottardo Arena

AMBRÌ - Venerdi pomeriggio scorso, in un albergo vicino alla stazione di Bellinzona: dall’entrata principale esce una delle leggende dell’Ambri Piotta, Dale McCourt. Il canadese si avvia verso la terrazza del ristorante con la moglie Janet e il figlio Clayton: è stanco ma oltremodo felice. Era dal 2008 che non tornava in Ticino. “Un posto fantastico”, sussurra ai presenti: ci sono alcuni tifosi della curva scalpitanti e pure un giornalista imbucato (il sottoscritto). Dale resterà nel nostro cantone una settimana, il tempo di conoscere la nuova pista di Ambrì e di vedere all’opera la squadra di Luca Cereda. Dapprima contro il Ginevra (sabato l’ex attaccante è andato in curva a sostenere i leventinesi!) e poi contro il Lugano domani. Lui che di derby ne ha vissuti tanti e uno dei quali, in particolare, se lo ricorderà per sempre (quello della famosa scazzottata del 1987, protagonista in negativo il bianconero Mats Wallin). Altri tempi, altro hockey: la rivalità fra le due società è viva più che mai, ma è meno acida e polemica rispetto agli anni ruggenti.


Ma tant’è: il buon Mc Court non ha completamente perso quel poco d’italiano che aveva imparato nel periodo trascorso in Leventina: “Parlo poco ma capisco tutto”, dice ridendo. I fan della curva, che lo hanno invitato per questo breve soggiorno-nostalgia, sono commossi; alcuni di loro, allora giovanissimi, lo avevano conosciuto e ammirato proprio nelle ultime stagioni della sua permanenza ad Ambrì (debuttò alla Valascia nel 1985 e lasciò la Svizzera nel 1991). Mc Court, che in Leventina ha realizzato 391 punti in 267 partite, ha ancora nitidi ricordi della sua esperienza. Li racconta seduto al bar, attorniato da moglie, figlio e suppporter: “Anni fantastici, pubblico meraviglioso, con giocatori di grande calibro. Non avrei mai pensato di trovarmi così bene dopo gli anni trascorsi nei campionati nordamericani”. 


Il rapporto con i tifosi è sempre stato molto stretto. In passato alcuni di loro sono andati a trovarlo nella lontana regione di Toronto dove lui è nato e cresciuto. “Mi dicono che ancora oggi sono il motore di questo club”, afferma. Il figlio Clayton annuisce. “Siamo contenti di essere tornati in Ticino”, ci dice. “Ed è bello vedere che mio padre è ancora un idolo”.


Con Mc Court parliamo anche di un comune amico che purtroppo non c’è più. “Flavio Bustelli? Come
no, era il giornalista più vicino all’HCAP. Sapeva tutto di tutti. Ricordo che una volta io e Red Laurence (altro ex giocatore biancoblù degli Anni Ottanta, ndr) andammo con lui a visitare le cantine di Mendrisio e a mangiare del buon formaggio. Imperdibile”, dice divertito l’ex biancoblù, che vive sempre a Sudbury, a circa 600 chilometri da Toronto e la cui maglia numero 15 è stata ritirata anni fa. Il canadese non vede l’ora di vedere all’opera l’Ambrì: “Ho saputo che gioca bene e che la nuova arena è bellissima e sempre piena”.


Un ambiente diverso dalla vecchia Valascia. “Ma in quella pista si respirava un aria del tutto particolare.
E il pubblico era incredibile”, afferma. Il tempo di scattargli un paio di foto (una delle quali è per un vecchio tifoso HCAP) e poi Mc Court lascia la compagnia. “ Ho diversi vecchi amici da visitare”.

M.A.

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