Sport, 09 giugno 2022

“A Friborgo stagione trionfale. Ma quell’anca maledetta...”

Basket: il ticinese Yuri Solcà parla della sua esperienza nella terra dei campioni

FRIBORGO - Yuri Solcà, momò purosangue, è cresciuto cestisticamente nella SAV Vacallo e poi si trasferito nella SAM Massagno dove ha svolto un duro apprendistato prima di trasferirsi per motivi di studio a Friborgo. In poco tempo ha conquistato titoli e fama: due anni fa il primo alloro lo ha vinto fuori dal campo perché infortunatosi ad un anca che lo sta perseguitando da anni, e il secondo, settimana scorsa, con un buon minutaggio, ritagliandosi uno spazio “anche se mi rendo conto che è poca cosa rispetto a quello che avrei voluto fare. Purtroppo l’anca continua a perseguitarmi e tutte le volte devo continuare a rincorrere gli altri per ritrovare la giusta forma. Spero che ora mi conceda una tregua, perché non si può sempre andare avanti svolgendo delle preparazioni differenziate per cercare di recuperare fisicamente e tecnicamente” ci ha detto nei giorni scorsi il giocatore della squadra burgunda.


Il rapporto fra Yuri e lo sport è sempre stato molto intenso: ha praticato altre discipline fra le quali anche la ginnastica – per via di sua madre che era allenatrice – tennis e calcio. Infine, e finalmente vien voglia di dire il basket.
Sono cresciuto a Balerna, poi mi sono spostato a Vacallo. In prima elementare ho conosciuto il figlio di Paolo Medolago che allenava il Vacallo, alla fine mi sono convinto che la pallacanestro era il mio sport. Nove anni meravigliosi che mi hanno fatto scoprire una realtà, quella vacallese appunto, molto appassionata di basket, un entusiasmo contagioso che mi ha molto stimolato nella crescita, tanto da vincere il titolo nazionale con l’Under 14 ed essere promosso nel Team Ticino.


Altro passaggio importante è stato quello alla SAM Massagno con coach Christiano Ianniti che lei conosceva già ai tempi della SAV.
Un tecnico che sapeva quali possibilità di crescita avevo a soli 15 anni. Lui ha saputo perfezionare certe mie caratteristiche e così ho compiuto un altro passo in avanti. I miei progressi mi hanno permesso di approdare nella Nazionale a 18 anni dove ho pur potuto conoscere il basket ad alto livello contro squadre agguerrite e smaliziate.


Poi il tanto atteso “sbarco” in Lega Nazionale A con la SAM: allenatore l’italiano Renato Pasquali.
È stata dura visto che dovevo abituarmi al ritmo e alla fisicità della categoria. Con il passare del tempo tuttavia sono riuscito ad inquadrarmi. Purtroppo, come detto, quella famosa anca sinistra è sempre stata un grosso problema. Continui stop che mi hanno fatto perdere un sacco di tempo e che mi hanno costretto ad un duro lavoro di recupero. Comunque non ho mai mollato perché volevo fortemente dimostrare il mio valore. Gli infortuni mi hanno fatto diventare più determinato.


All’inizio dello scorso anno, per motivi di studio, il trasferimento a Friborgo in una realtà completamente diversa da quella ticinese, per passione cestistica e interesse mediatico.
Una piazza importante, abituata a vincere e quindi molto esigente.
Ancora bloccato dagli infortuni, il penultimo campionato me lo sono visto praticamente dagli spalti. Staff tecnico e società hanno apprezzato però il mio impegno, c’ho messo l’anima per risalire la china e quest’anno finalmente ho potuto calcare il parquet.


Con Petar Aleksic alla guida, un sergente di ferro, vero?
Non è proprio così, è chiaro che quando lavora lui pretende molto da tutti i giocatori ma poi i risultati si vedono. Tuttavia è un tecnico molto profondo anche dal lato umano, sa parlare al momento giusto e a me ha dato tanta fiducia. Lo ringrazio.


Piazza esigente e pubblico sempre numeroso nei momenti che contano.
A Friborgo il basket è una sorta di mondo a sé, la gente è competente, ti sprona continuamente, 2/3000 spettatori è quasi un’abitudine a certi livelli. All’inizio avevo un po’ paura ma poi la squadra mi ha molto aiutato ed anche io in questa stagione ho potuto togliermi delle belle soddisfazioni visto che abbiamo fatto en-plein.


Yuri ha ancora davanti a sé due anni per laurearsi in management in economia. Poi dovrà decidere cosa fare. Tornerà in Ticino?
Per ora non ci voglio pensare, devo concentrarmi molto non solo nello sport ma anche nello studio. Vedremo, tutte le opzioni sono aperte, ma per ora faccio un passo alla volta. Friborgo è stata la combinazione perfetta per evolvere attività sportiva e studio. L’economia è sempre stata il mio pallino, sin dalle scuole commerciali di Bellinzona.


In questa stagione il Friborgo ha risposto presente su tutti i fronti, ma era effettivamente il più forte?
Era molto competitivo ma ha dovuto sudare parecchio per arrivare in fondo. Nella finale di Coppa della Lega a Montreux abbiamo dovuto operare una grande rimonta. Ma anche in campionato siamo stati bravi: seppur rimaneggiati anche dal Covid, abbiamo saputo imporci pure. Il nostro è sempre stato un gruppo coeso fino alla fine, come abbiamo saputo fare proprio nella finale di Montreux contro la SAM Massagno.


Con la Nazionale lei ha avuto l’onore di giocare anche al fianco della star NBA Vincent Capela, mica poco.
Una grande emozione, lui però non se l’è tirata, ci ha sempre spronato ed a me ha dato tanti consigli. Un giocatore di classe ma anche dalla grande carica umana.


La Nazionale è sempre un suo obiettivo.
Assolutamente sì, per ogni sportivo principale è rappresentare il proprio paese, per questo motivo cercherò di dare tutto me stesso, sperando che la sfortuna mi abbandoni. Magari prenderò qualche amuleto, anche se ne ho già tanti che fino ad ora non hanno reso. Spero comunque di riassaporare il basket internazionale, come nell’estate del 2019. Occorre essere sempre positivi ed alzare l’asticella al momento giusto.

E allora tanti auguri Yuri.

GIANNI MARCHETTI

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