Mondo, 20 febbraio 2022

Inaugurato in Nepal un ponte dedicato ad Attilio Bignasca

*Dal Mattino della Domenica

Lo scorso 5 gennaio a Nurbu Gaun, in Nepal, è stato inaugurato un ponte lungo circa 60 metri e dedicato ad Attilio Bignasca, scomparso quasi due anni fa. La figlia Antonella dice di aver voluto ricordare suo papà con qualcosa che restasse nel tempo.“ Con mio marito Carlo abbiamo subito pensato al Nepal e all’associazione Mani per il Nepal. Conosciamo da tempo Daniele Foletti e abbiamo già collaborato con lui per altri progetti (una scuola e un altro ponte). Daniele conosceva bene mio papà e l’idea gli è piaciuta molto (anche lui ha dedicato un ponte ai suoi genitori) e si è prontamente attivato. Un ponte ha anche un valore simbolico perché ha la funzione di unire e mi piace pensare che – da qualche parte – mio papà possa sorridere e vegliare su chi attraversa il ponte. E se ci fosse qualcosa da sistemare, beh, l’occhio dell’impresario se ne accorgerebbe subito… Malgrado la pandemia, tutto è andato per il meglio e il ponte è stato realizzato nei tempi previsti. Abbiamo ricevuto aggiornamenti regolari sull’avanzamento dei lavori, con tanto di foto e il fatto che Daniele fosse presente all'inaugurazione ha in qualche modo rafforzato il legame con il Ticino”.
 

Per arrivarci la strada è tortuosa:
 

Kathmandu-Tumlintar in aereo 50 minuti; Tumlintar-Num 6 ore di Jeep; Num-Seduwa a piedi per 7 ore: per terminare altre 10 ore a piedi per giungere a Nurbu Gaun. Il ponte si trova a 2’200 metri sopra il livello del mare.
 

Impressionante la modalità di trasporto dei cavi portanti in acciaio, del diametro di 4 centimetri e della

lunghezza di 100 metri: una ventina di portatori hanno camminato in fila indiana – come un sol uomo – con i cavi in spalla per 20 km e per più di 1000 metri di dislivello in salita.
 

Per la popolazione locale questa costruzione ha un’importanza vitale; per questo la partecipazione alla festa per l’inaugurazione, dedicata alla memoria di Conte Zio, è stata entusiastica. E sin da subito un centinaio di persone passa giornalmente per andare a fare legna nei boschi sottostanti. Inoltre i paesi di Nurbu Gaun, Bala Karkha e Walung possono avere una via più veloce per i vari scambi commerciali.
 

“Il problema è che senza il ponte, durante il periodo monsonico, non si poteva attraversare il fiume” ci spiega Daniele Foletti che aggiunge “Una cosa particolare che mi ha colpito durante la discussione con i capi villaggio, è la consapevolezza di poter disporre di uno strumento ottimale per sviluppare attività economiche, artigianali e commerciali nel paese di Nurbu Gaun quali la falegnameria, l’officina del fabbro e negozi più riforniti. La legna, essendo i boschi sul fondovalle, deve essere trascinata verso l’alto e il ponte aiuterà anche il commercio del legname”.
 

La popolazione è incaricata della manutenzione del ponte, anche se a detta dell’ingegnere Yadu Niraula, per almeno 50 anni non si dovranno svolgere ulteriori lavori. A conclusione, Foletti vuole precisare che: “La zona, con i paesi nelle vicinanze, comprende circa 500 persone. Il ponte Attilio servirà anche come via di comunicazione per uno sviluppo di trekking turistico sostenibile”.


*Edizione del 20 febbraio 2022

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